I teppisti hanno agito incontrastati sia nei pressi che all’interno della struttura, accanendosi contro le murature, danneggiando le coperture, vandalizzando gli arredi urbani e mettendo fuori uso gli impianti di illuminazione
CANINO – Un’ondata di inciviltà si è abbattuta su uno dei beni comuni di Canino. Nelle scorse ore, gli spazi dell’Arancera sono finiti nel mirino dei vandali, diventando teatro di un raid distruttivo che ha lasciato dietro di sé danni ingenti e una profonda ondata di sdegno in tutto il paese.
Il bilancio della devastazione è pesante. I teppisti hanno agito incontrastati sia nei pressi che all’interno della struttura, accanendosi contro le murature, danneggiando le coperture, vandalizzando gli arredi urbani e mettendo fuori uso gli impianti di illuminazione. Uno sfregio sistematico che l’amministrazione comunale ha condannato con estrema fermezza, definendolo senza mezzi termini «non soltanto un’offesa al decoro pubblico, ma un danno economico e morale per l’intera cittadinanza».
Il Comune non è disposto a derubricare l’accaduto a semplice ragazzata e ha già fatto scattare la controffensiva. La macchina delle indagini si è messa immediatamente in moto per dare un nome e un volto ai responsabili: l’ente ha confermato di aver avviato tutte le procedure previste dalla legge e che, proprio in queste ore, si stanno passando al setaccio i filmati della videosorveglianza, i cui fotogrammi verranno incrociati con i rilievi effettuati sul posto. «Comportamenti del genere non possono e non saranno tollerati», tuonano dal municipio, promettendo tolleranza zero contro chi ha deturpato il patrimonio collettivo.
Parallelamente all’azione investigativa, l’amministrazione ha lanciato un accorato appello al senso civico della comunità. L’invito rivolto ai residenti è quello di rompere il muro dell’omertà, segnalando alle autorità competenti qualsiasi elemento o dettaglio utile a fare piena luce sull’accaduto. Una chiamata alla responsabilità collettiva per tutelare un bene che appartiene a ogni singolo cittadino, perché, come ricordano dall’esecutivo cittadino, «prendersi cura di Canino significa difendere i luoghi che condividiamo ogni giorno».

