A Civitavecchia in questi giorni non si parla d’altro: il Comune vuole chiudere la sorgente di acqua solfurea che alimenta le piccole piscine libere alle pendici della Ficoncella. Ma a pochi metri dalle vasche c’è un’altra realtà che, soprattutto d’inverno, anima la zona in tutt’altro modo: il grande parcheggio dell’Acquafelix, diventato un punto d’incontro per il sesso occasionale all’aperto
Civitavecchia – Per tanti cittadini le pozze della Ficoncella sono un piccolo lusso a costo zero. Si va per un bagno nell’acqua calda e sulfurea, per una boccata d’aria e per godersi un sole che da queste parti è generoso anche a gennaio. Pensionati, famiglie, lavoratori in pausa: ore di sana libertà che ora rischiano di finire, se la sorgente verrà davvero chiusa.
A volerla chiudere è l’amministrazione comunale, titolare della concessione mineraria. Secondo il Comune, la deviazione che alimenta le pozze libere sottrae un buon numero di litri al secondo alla sorgente principale, quella che serve lo stabilimento delle Terme della Ficoncella. Chiuderla significherebbe restituire portata all’impianto. Per molti frequentatori, però, vorrebbe dire perdere un’abitudine che a Civitavecchia si tramanda da generazioni.
Il parcheggio d’inverno
Accanto alle terme libere si stende un ampio parcheggio, al momento al servizio dell’Acquafelix. Il parco acquatico avrà i suoi anni, ma d’estate continua a riempirsi. Finita la stagione, però, il piazzale si svuota e gli spazi divisi da file di alberi cambiano funzione.
Nei mesi freddi l’area semideserta diventa un luogo di appuntamento per incontri a sfondo sessuale consumati in auto o tra gli alberi. A frequentarla sono soprattutto uomini in cerca di incontri con altri uomini, ma non mancano coppie che arrivano in cerca di compagnia, con lei al centro dell’attenzione di più partner. È il cosiddetto “dogging”, fenomeno noto in molte periferie italiane e che qui ha trovato un palcoscenico ideale: ampio, poco illuminato e lontano da occhi indiscreti.
Il gioco a nascondino con le pattuglie
Ogni tanto passa una pattuglia delle forze dell’ordine per un controllo. Basta l’arrivo dell’auto di servizio perché tutti si ricompongano in fretta, con l’aria di chi è lì per caso. Ma appena le “guardie” ripartono, il parcheggio torna esattamente com’era. Un copione che si ripete, sempre uguale.
Cosa dice la legge
Gli atti osceni in luogo pubblico, previsti dall’articolo 527 del codice penale, dal 2016 sono stati depenalizzati e trasformati in illecito amministrativo, punito con una sanzione da 5mila a 30mila euro. Tornano però a essere reato, con la reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi, se commessi all’interno o nelle vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori, con il pericolo che questi vi assistano.
Una precisazione che pesa, considerando che a pochi passi ci sono le vasche e d’estate un parco acquatico frequentato da famiglie e bambini.
Un’area da ripensare
Tra la sorgente che rischia di chiudere e un parcheggio che d’inverno vive di vita propria, la zona della Ficoncella chiede una risposta da parte dell’amministrazione. Più illuminazione, controlli regolari, magari un progetto per valorizzare le acque termali che i civitavecchiesi considerano un bene di tutti. Altrimenti, chiusa la sorgente, al piazzale resterebbe soltanto la sua frequentazione notturna.

