Si tratta di un adenocarcinoma polmonare, un tumore maligno individuato in fase iniziale
ROMA – Il verdetto medico ha confermato i timori della vigilia, ma l’esito dell’operazione restituisce serenità Oltretevere. Papa Leone XIV è stato sottoposto a un delicato intervento di chirurgia toracica al Policlinico Gemelli per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare, un tumore maligno individuato in fase iniziale. L’équipe medica, operando con una tecnica videoassistita, ha proceduto all’asportazione radicale del lobo inferiore del polmone destro, eliminando completamente la porzione di tessuto aggredita dalla malattia.
L’intervento, definito un successo totale dalla Sala Stampa Vaticana, si è svolto senza alcuna criticità. Il Pontefice è rimasto all’interno del blocco operatorio per circa tre ore, di cui novanta minuti dedicati alla fase chirurgica vera e propria. A condurre l’operazione è stata una squadra d’eccellenza composta da sette specialisti e guidata dal professor Stefano Margaritora (affiancato dai dottori Elisa Meacci, Maria Teresa Congedo e Leonardo Petracca Ciavarella), con il fondamentale supporto dell’équipe anestesiologica del professor Massimo Antonelli (insieme a Giovanni Punzo e Giuseppe Bello) e la costante supervisione del medico personale del Papa, Luigi Carbone. Al risveglio, il 71enne Pontefice è apparso lucido e reattivo: dopo un breve periodo di monitoraggio intensivo è stato trasferito nella sua suite al decimo piano dell’ospedale, dove ha persino richiesto la cena.
La diagnosi ha colto di sorpresa il mondo cattolico, abituato all’immagine di un Papa estremamente vitale, dinamico e in ottima salute. Il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, ha ammesso di aver accolto la notizia come «un fulmine a ciel sereno». La scoperta del nodulo era avvenuta in modo del tutto fortuito durante alcuni controlli di routine programmati al rientro dal recente viaggio apostolico in Francia. Una volta appresa la natura del problema, il Papa ha affrontato la situazione con pragmatismo, varcando l’ingresso del Gemelli poco dopo le 13:00 con un atteggiamento descritto dai presenti come estremamente sereno, sorridente e fiducioso.
In ospedale, il Santo Padre è assistito dai suoi segretari particolari, don Edgar e don Marco, e dalle suore peruviane che compongono la famiglia pontificia. Mentre da ogni parte del mondo — dalle diocesi occidentali fino alla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza — si levano preghiere per la sua guarigione, l’attenzione clinica è ora concentrata sulle delicate 24-48 ore di decorso post-operatorio e sull’attesa dell’esame istologico definitivo. L’obiettivo medico prevede una degenza di circa 5-6 giorni, ma l’operazione pone un pesante punto interrogativo sull’agenda papale: sebbene la scelta di intervenire tempestivamente fosse dettata anche dal desiderio di non annullare l’impegnativo viaggio in Sudamerica previsto per il mese di novembre, la trasferta intercontinentale appare al momento in forte dubbio.

