Aveva 49 anni. Un mese fa aveva già tentato di togliersi la vita ed era stato salvato dal compagno di cella. È il terzo suicidio nel carcere viterbese dall’inizio del 2026
VITERBO – Si chiamava Alessio Denocenti il detenuto di 49 anni che questa mattina, lunedì 19 ottobre, si è tolto la vita nel carcere di Mammagialla. Lo hanno trovato gli agenti della polizia penitenziaria intorno alle 6:30, durante i controlli nella sua cella. Il personale sanitario ha tentato a lungo di rianimarlo, ma non c’è stato niente da fare. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia scientifica della questura di Viterbo.
Denocenti, viterbese, stava scontando una pena definitiva e aveva precedenti penali. Il garante regionale dei detenuti ha riferito che lottava con problemi di dipendenza. Secondo quanto ha potuto ricostruire la nostra redazione, già circa un mese fa aveva tentato il suicidio. In quell’occasione era stato il compagno di cella ad accorgersene e a salvarlo. Questa volta nessuno è riuscito a fermarlo.
Al Pilastro, il quartiere dove era cresciuto e dove in molti lo conoscevano, la notizia si è diffusa in poche ore e ha lasciato amici e conoscenti nello sgomento.
Il terzo caso dell’anno a Mammagialla
È il terzo suicidio dall’inizio del 2026 nella casa circondariale Nicandro Izzo. Nelle carceri del Lazio i casi sono sei: metà a Viterbo, due a Rebibbia e uno a Regina Coeli. In tutta Italia, secondo i dati della rivista Ristretti Orizzonti, quella di oggi è la cinquantottesima persona che si toglie la vita in carcere dall’inizio dell’anno. Nel 2025 erano state 80.
Il garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha parlato di un istituto «attraversato da tensioni e difficoltà crescenti». Ha chiesto alla Regione di adottare al più presto il nuovo piano di prevenzione del rischio suicidario e di applicarlo in tutte le carceri. Secondo Anastasìa servono anche meno sovraffollamento e un clima di fiducia tra detenuti e istituzione, perché gli operatori possano seguire davvero le storie delle singole persone.
Anche il sindacato di polizia penitenziaria FSA CNPP-SPP è intervenuto. Il segretario nazionale Daniele Nicastrini ha chiesto che questa morte non diventi una statistica e ha denunciato di nuovo la carenza di personale. A giugno la Fns Cisl contava a Mammagialla circa 670 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 440 posti.
Resta ora da capire se, dopo il primo tentativo di un mese fa, per Denocenti fossero state attivate le misure di sorveglianza e sostegno previste per i detenuti a rischio.

