Di fronte a un’arteria ridotta a una vera e propria mulattiera, dai palazzi delle istituzioni continua a regnare il silenzio più totale
TARQUINIA – Ancora una volta, alle prime piogge, la viabilità si trasforma in un incubo. Le ultime segnalazioni, documentate con video inequivocabili diffusi dai residenti, mostrano la Strada Provinciale 104 “Roccaccia” letteralmente invasa da un fiume fango. Una poltiglia scivolosa che, mescolandosi alle buche impressionanti e ai crateri già cronicamente presenti sull’asfalto, ha reso l’arteria stradale non solo quasi impraticabile, ma estremamente pericolosa per l’incolumità degli automobilisti.
Il disagio che sta paralizzando la zona non riguarda una viabilità secondaria di poco conto. La “Roccaccia” rappresenta infatti uno snodo cruciale per il territorio di Tarquinia: lunga circa 11,5 chilometri, l’arteria collega la SP 102 (l’ex Aurelia) alla SR Dogana attraversando vaste aree rurali e naturalistiche. Ma la sua importanza è soprattutto strategica, venendo regolarmente utilizzata come percorso alternativo vitale ogni qualvolta si rendono necessarie chiusure, lavori o deviazioni di tratti sulla Statale Aurelia. Lasciarla in queste condizioni di degrado significa, di fatto, mettere a rischio la tenuta di un intero quadrante viario.
A montare, insieme al fango, è la rabbia e l’esasperazione di chi è costretto a percorrere quel tratto ogni giorno per lavoro o necessità. I cittadini si chiedono, per l’ennesima volta, come sia tollerabile un simile livello di abbandono infrastrutturale, soprattutto a fronte delle innumerevoli e reiterate segnalazioni già inoltrate nel tempo alla Provincia di Viterbo (ente competente per la viabilità), all’amministrazione comunale di Tarquinia e a tutti gli organi preposti.
Di fronte a un’arteria ridotta a una vera e propria mulattiera, dai palazzi delle istituzioni continua a regnare il silenzio più totale. Nessuna risposta, nessun intervento d’emergenza per la rimozione della melma, nessuna programmazione per un ripristino dignitoso del manto stradale e delle cunette per lo scolo delle acque. Nel frattempo, il profondo senso di abbandono pervade l’intera zona e chi si mette al volante sulla Roccaccia sa di dover affrontare quotidianamente una roulette russa, sperando di non rimetterci le sospensioni dell’auto o, peggio ancora, la propria sicurezza.

