Cartoncini che nascono per pochi centesimi possono valere migliaia di euro e si rivendono in fretta online. Così i negozi di carte collezionabili sono diventati come le gioiellerie degli anni Settanta: pieni di merce preziosa, spesso poco protetti, facili da colpire
Sei vetrinette blindate, sradicate e portate via in poco più di un minuto. È successo al Nena Store di Ladispoli, sul litorale romano, uno degli ultimi di una lunga serie di colpi contro negozi di carte collezionabili Pokémon, One Piece e Pocket Monster, l’edizione giapponese dei Pokémon.
Pochi minuti dopo la mezzanotte tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, due uomini a volto coperto hanno forzato serranda e porta, manomesso l’allarme e in circa 100 secondi hanno portato via le vetrinette piene di merce. Le sole carte rubate erano costate circa 51mila euro, ma sul mercato collezionistico valgono più di 78mila euro. I titolari, che hanno lanciato una raccolta fondi, ora dormono nel negozio per sorvegliare la merce rimasta.

Un’ondata che attraversa l’Italia
Ladispoli non è un caso isolato. Il 17 ottobre, nel parcheggio di un hotel a Pero, alle porte di Milano, ignoti hanno spaccato il finestrino dell’auto di un collezionista e rivenditore arrivato per la fiera Card Pro Milano, portando via la valigetta con una collezione che la vittima ha dichiarato del valore di due milioni di euro. La Squadra mobile di Parma ha poi rintracciato a San Prospero, nel Modenese, un giovane incensurato con 100 carte della refurtiva nel bagagliaio, denunciato per ricettazione.
A febbraio era toccato a un commerciante pavese. Al Festival del Fumetto di Novegro, mentre caricava il furgone a fine giornata, qualcuno gli ha sottratto due valigette con circa 400 carte Pokémon gradate, per un valore di oltre 40mila euro. E ancora: un imprenditore derubato in auto di carte Pokémon e One Piece per oltre 20mila euro al rientro da una fiera, un’edicola di Brescia colpita con la classica spaccata della vetrina.
Il fenomeno è mondiale

All’estero i colpi sono ancora più violenti. A New York, a gennaio, due negozi sono stati rapinati da gruppi di uomini mascherati e armati, che in un caso hanno tenuto sotto tiro dipendenti e decine di clienti e spaccato a martellate la teca con le carte più preziose. Secondo la procura federale, uno degli arrestati aveva fatto sopralluoghi per individuare le carte di maggior valore e ne ha poi rivenduto una parte. Pochi giorni fa, in California, sono state rubate carte per quasi un milione di dollari da un furgone FedEx parcheggiato vicino a un’azienda che certifica e valuta le carte. In Francia, ad agosto, quattro uomini hanno svaligiato un negozio di Bourgoin-Jallieu con un bottino di quasi 80mila euro, e in Giappone un negozio della prefettura di Fukushima è stato rapinato sotto la minaccia di un coltello.
Perché le carte attirano il crimine
La ragione è economica. Una carta comune si compra per pochi centesimi, ma i pezzi rari raggiungono cifre da opera d’arte: a febbraio 2026 una Pikachu Illustrator è stata venduta all’asta per oltre 16,4 milioni di dollari. Secondo la piattaforma di analisi Card Ladder, il valore delle carte Pokémon è cresciuto di oltre il 145% in un anno.
A questo si aggiunge la praticità. Le carte sono piccole, si trasportano facilmente e sono quasi impossibili da rintracciare perché non hanno numeri di serie, a differenza di quelle gradate. E il mercato online garantisce rivendite rapide. Non a caso, nel caso del furto dopo la fiera è stato lo stesso proprietario, monitorando forum e gruppi social di compravendita, a far ripartire le indagini.

L’ombra della criminalità organizzata
All’estero le carte sono finite anche nei circuiti della criminalità organizzata. In Spagna le autorità hanno smantellato una rete svedese di narcotrafficanti che usava carte rare per riciclare i proventi della droga attraverso un portafoglio di investimenti con base a Marbella. In Giappone un ex capo di un’organizzazione criminale ha raccontato pubblicamente di aver usato le carte Pokémon per riciclare denaro, mentre a Los Angeles una banda organizzata è sospettata di un colpo da 300mila dollari in un negozio.
In Italia non ci sono ancora indagini che colleghino questi furti a clan o organizzazioni strutturate. Ma le modalità dei colpi, rapidi, mirati e con allarmi neutralizzati, raccontano di professionisti che sanno cosa cercare. I ladri di Ladispoli hanno agito come veri professionisti.

Negozi sempre più soli
Per i commercianti il danno va oltre la merce rubata. Negli Stati Uniti, secondo i piccoli esercenti, le assicurazioni sono sempre meno disposte a coprire i negozi di carte. E anche in Italia, chi è assicurato aspetta: i titolari del Nena Store non sanno ancora quando né in che misura riceveranno un indennizzo. Intanto, come le gioiellerie di cinquant’anni fa, i negozi di carte corrono ai ripari con vetrine blindate, nebbiogeni e telecamere.

