MALPENSA – Non erano le classiche valigie cariche di souvenir dal Giappone, ma un vero e proprio “tesoro” da collezionisti.
La Guardia di Finanza di Varese e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato, presso l’aeroporto di Malpensa, 605 carte da collezione delle serie Pokémon e One Piece, per un valore commerciale complessivo di oltre 27.000 euro.
Il controllo rientra nell’intensificazione delle attività di contrasto ai traffici illeciti per via aerea, portata avanti durante il periodo estivo dal Gruppo Malpensa della Guardia di Finanza insieme all’Ufficio Viaggiatori dell’Agenzia delle Dogane. Il maxi sequestro è scattato durante l’ispezione dei bagagli di un viaggiatore in arrivo da Tokyo, che aveva introdotto le carte nel territorio dell’Unione europea senza dichiararne il possesso al momento del controllo di frontiera.
Non semplici figurine, ma pezzi pregiati: parte del “mazzo” sequestrato era infatti nella ricercata versione gradata e certificata, con autenticità e stato di conservazione valutati da esperti del settore, una caratteristica che rende questo tipo di carte particolarmente ambito sul mercato dei collezionisti di tutto il mondo, dove alcuni esemplari rari possono raggiungere quotazioni molto elevate.
Determinante, ai fini della contestazione, il tentativo di occultare il carico per sottrarlo al pagamento dei diritti doganali dovuti, quantificati in circa 6.900 euro tra dazio e IVA. La condotta ha integrato la violazione delle norme doganali, sanzionata in via amministrativa ai sensi del decreto legislativo 26 settembre 2024, n. 141.
L’operazione si inquadra nel più ampio impegno della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto al contrabbando, un fenomeno che non riguarda più solo merci tradizionali ma anche il fiorente e sempre più redditizio mercato del collezionismo, dove oggetti come le carte dei giochi giapponesi sono diventati veri e propri beni di investimento. Un’attività che, oltre a tutelare i consumatori, garantisce condizioni paritarie di concorrenza tra gli operatori e restituisce risorse allo Stato.



