Omicidio Bramucci, esecuzione eseguita da un sicario esperto. Caccia al mandante

Ieri l’autopsia sul corpo effettuata dalla dottoressa Baldari incaricata dal magistrato Massimiliano Siddi

SORIANO NEL CIMINO – Effettuata ieri l’autopsia sul cadavere di Salvatore Bramucci freddato in auto domenica mattina da un sicario. Indagini che si concentrano sulla criminalità organizzata che rimane una delle piste che si seguono per fare luce sull’omicidio del civitavecchiese,  disoccupato di 58 anni, freddato con 4 colpi di arma da fuoco a 50 metri dalla sua abitazione in contrada Madonna di Loreto a Soriano nel Cimino.

Al momento dalle indagini non è emerso nulla di concreto e sostanziale se non l’efferatezza dell’omicidio.

L’azione è stata portata a termine da professionisti. Scooter o moto di grossa cilindrata. Hanno affiancato l’auto e l’hanno bloccata. Un primo colpo esploso frontalmente. Il foro sul parabrezza e l’ogiva conficcata sulla spalla sinistra. Il sicario, ha avuto tutto il tempo per portare a termine la missione. Si è avvicinato allo sportello e fatto nuovamente fuoco. Poi ha freddato Bramucci con due colpi in pieno volto.

La parte più brutta prima dell’esame autoptico è stato il riconoscimento del cadavere. Compito che la famiglia ha affidato al suo avvocato di fiducia Giuliano Migliorati che ha preso parte a tutte fasi dell’autopsia che hanno confermato il decesso violento a seguito dei danni provocati dai proiettili al cervello.

La dottoressa Baldari si è soffermata molto sui fori di entrata dei proiettili per vedere se ci sono tracce di polvere da sparo. Dalla morfologia delle ferite, infatti, sembra che i colpi, almeno due, siano stati sparati a bruciapelo.

La tecnica dell’omicidio ricorda molto le esecuzioni di Camorra. Sui telefoni di Bramucci si cercano indizi ma, fino a questo momento, con scarsi risultati.

Tracce di altri telefoni cellulari connessi nelle celle dove si era attaccato il telefono della vittima a quanto pare non ce ne sono.

Questo fa pensare che il commando faccia parte di un clan camorristico ingaggiato per fare il lavoro.

Infatti, i sicari di Camorra, non usano smartphone ma vecchi telefoni GSM. Questo consente loro, una volta estratta la batteria, di oscurare ogni loro movimento e sono al riparo anche da eventuali trojan.

Il regolamento di conti potrebbe essere l’epilogo di qualcosa accaduta anche anni fa. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo potrebbe aver tradito la fiducia di qualcuno importante. Essersi tenuto un ingente provento frutto di attività illecite. Al setaccio i rapporti della vittima con ambienti criminali di Latina e Frosinone.

In determinati ambienti criminali si aspetta il momento giusto per poter consumare la propria vendetta. Ecco che i carabinieri, che stanno indagando sull’omicidio, stanno ricostruendo gli ultimi anni di vita e di attività criminale di Salvatore Bramucci.

 

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