Il Chinook della missione EUFOR Althea è precipitato nell’area di Brcko: quattro morti e undici feriti, tra questi un ufficiale di Civitavecchia. Due delle vittime, secondo diverse testate nazionali, prestavano servizio al Comando dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo. Con loro anche due militari del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa
VITERBO – Una giornata di lutto per Viterbo e per tutta la Tuscia. Due dei quattro militari italiani morti oggi in Bosnia ed Erzegovina, nello schianto di un elicottero CH-47 Chinook della missione EUFOR Althea, prestavano servizio al Comando dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo, secondo quanto riportato da diverse testate nazionali. Una terza vittima sarebbe originaria di Orvieto. Il Comando AVES non ha ancora diffuso conferme ufficiali.
Tra le vittime c’è anche il sottotenente commissario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci.
In una nota inviata a tutto il personale, il comandante, maggiore commissario Dario Funaro, parla di una perdita che ha colpito duramente l’intera famiglia militare. Zecchillo viene ricordato come un collega stimato e un fratello, con cui molti hanno avuto il privilegio di prestare servizio fianco a fianco.
Il Comando esprime vicinanza alle famiglie di tutti i caduti e annuncia che seguiranno comunicazioni sulle esequie. Al personale chiede di mantenere un comportamento adeguato alla gravità del momento.
L’incidente
L’elicottero, un CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, è precipitato nel pomeriggio nell’area di Brcko, nel nord-est della Bosnia ed Erzegovina, vicino al confine con la Croazia. Secondo le prime ricostruzioni il velivolo si sarebbe schiantato in una zona disabitata nei pressi della località di Gorica, forse in fase di decollo o durante un’attività addestrativa quotidiana.
A bordo c’erano quindici persone. Il bilancio comunicato dalla Difesa è di quattro morti: due appartenenti all’Esercito e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Gli undici feriti, secondo le prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita, anche se il sindaco di Brcko ha parlato di alcune persone in condizioni critiche.
Tra i feriti anche un ufficiale di Civitavecchia che non è in pericolo di vita.
Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto l’elicottero volare a bassa quota e compiere diverse virate prima di toccare terra. Sul luogo dello schianto si è sparsa una grande quantità di carburante e i vigili del fuoco sono rimasti a presidiare l’area per evitare incendi.
A Viterbo, sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito e dei reparti che impiegano i Chinook, la notizia è arrivata nel pomeriggio. Si attendono ora i nomi ufficiali dei due militari dell’Esercito e le comunicazioni sul rientro delle salme in Italia.
Secondo le prime informazioni, le due vittime militari facevano parte del Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo: si tratterebbe del pilota e dello specialista dell’aeromobile, entrambi appartenenti al primo reggimento Antares di stanza nel capoluogo laziale. E sembra che il Chinook caduto fosse partito per la Bosnia mercoledì mattina da Viterbo.
L’Italia guida attualmente la missione EUFOR Althea, presente in Bosnia dal 2004, con oltre 300 militari sui circa 1.600 schierati da 24 Paesi europei.
Le reazioni e le indagini
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso sui social il profondo dolore del governo e la vicinanza alle famiglie delle vittime. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto di essere vicino alle Forze armate e ha annunciato che l’ambasciatrice a Sarajevo si sta recando a Brcko.
Le cause dell’incidente sono ancora da accertare. Il ministero della Difesa ha avviato le indagini per ricostruire la dinamica, mentre il comando di EUFOR ha aperto una propria inchiesta e ha annunciato che diffonderà ulteriori informazioni solo dopo aver verificato i fatti. Un’équipe medica è partita dall’Italia per assistere i feriti.

