CIVITAVECCHIA – Una Cattedrale gremita ed emozionata ha fatto da cornice a una giornata bella per la nostra Diocesi: il ventiquattrenne Robert Istoc è stato ordinato diacono per le mani del vescovo Gianrico Ruzza. Una liturgia solenne e viva, animata dall’entusiasmo dei gruppi giovanili e della corale della parrocchia Santo Spirito di Monte Romano, alla presenza di tantissimi sacerdoti concelebranti e dei compagni di seminario accorsi per stringersi attorno al loro fratello.
Al centro della celebrazione, le parole incisive e paterne di monsignor Ruzza, che ha delineato la grandezza del ministero diaconale: una vita plasmata per farsi servo, senza riserve.
Ripercorrendo la vocazione di Robert, il vescovo ha svelato la sorgente di questa scelta: «Il vero motivo che ha spinto questo giovane a seguire la via della formazione alla vita cristiana nella luce del dono totale di sé, è nella consapevolezza, come ha detto Paolo, che l’amore per il Signore urge».
Un servizio che non si consuma solo all’altare, ma chiama a varcare la soglia del tempio: «Il diacono deve stare tra la gente, deve assistere e consolare il cuore delle persone, deve mettersi al servizio umile di chi è assetato di verità e di consolazione». Infine, la consegna speciale per la sua prossima missione a Tarquinia, accanto alle fragilità dei coetanei: essere «la luce che offre un porto sicuro di riferimento».
Ricolmo di gratitudine per il mandato ricevuto, il neo-diacono ha affidato all’assemblea il racconto delle sue radici: «La scelta di entrare in seminario è nata quando avevo undici anni. Frequentando la parrocchia di Gesù Divino Lavoratore a Civitavecchia, sentivo dentro di me che questa strada mi avrebbe reso davvero felice».
Dagli otto anni al seminario minore di Roma fino agli studi a Viterbo, ogni tappa ha custodito la promessa iniziale: «Ogni comunità mi ha lasciato qualcosa di prezioso, mi ha arricchito e aiutato a maturare, contribuendo a far crescere quello che, fin da bambino, era il mio sogno: diventare sacerdote».
«Vi chiedo – ha concluso don Robert – di accompagnarmi con la vostra preghiera, perché possa continuare a vivere questo cammino con gioia, generosità e fiducia».


