VITERBO – “Intervengo in qualità di difensore dei figli e della moglie di uno dei poveri anziani che nel 2024 furono tragicamente ospiti alla Casa di riposo Villa Daniela di Latera”. Lo fa sapere l’avvocato Marina Bartoli.
“Il caso, inizialmente, è stato oggetto di un significativo e giusto eco mediatico, anche nazionale, ma oggi, sembra essere stato completamente dimenticato – prosegue la nota -. Insieme all’avvocato Barbara Londi e ad altri colleghi riteniamo però che quanto accaduto di recente meriti di essere attenzionato anche mediaticamente.
In effetti, all’esito delle indagini preliminari il PM Serracchiani decideva di chiedere di procedere con rito immediato, stante anche lo stato custodiale di molti indagati, ossia degli indagati operatori socio assistenziali. Tutti gli imputati chiedevano di accedere al patteggiamento o, in subordine, all’abbreviato.
Latera – Maltrattamenti agli ospiti della casa di riposo Villa Daniela
Siccome il PM aveva contestato il reato senza considerare l’aggravante della condizione di disabilità, di fatto, gli imputati hanno chiesto patteggiamento per 4 anni convertiti in detenzione domiciliare. Pena molto esigua se si pensa alle gravi e quotidiane violenze subite da questi anziani.
Peraltro il patteggiamento non è neanche stato condizionato al risarcimento del danno.
Il PM prestava il consenso e riteneva pure di concedere una revoca della misura, vista la domanda di accesso a rito alternativo; così da luglio 2025, gli indagati che vennero a suo tempo sottoposti a custodia in carcere sono tutti liberi.
Latera – “Le Iene” arrivano a Villa Daniela, nuova testimonianza sulla Casa di cura degli orrori
Al momento è fissata udienza per il 16 dicembre dinanzi al Gip del Tribunale di Viterbo, volta a valutare l’ammissibilità delle richieste di riti alternativi. Come parti civili, abbiamo intenzione di opporci alla richiesta di patteggiamento per le ragioni già dette.
Riteniamo giusto che l’opinione pubblica venga interessata di questi sviluppi anche perché vale la pena evidenziare che proprio in quel procedimento era indagato anche il responsabile sanitario e l’infermiera di riferimento della struttura ma le loro posizioni vennero stralciate e, per adesso, il loro procedimento penale è fermo in fase di indagine”.

