Francesco Tabacchino titolare della FTJ&CO Srl
Dopo l’accesso agli atti, i documenti dell’affidamento a FTJ&CO S.r.l., società unipersonale di Francesco Tabacchino (sempre irraggiungibile). Un solo preventivo, offerta pari al tetto massimo, costo del lavoro dichiarato «zero». Intanto due giornalisti professionisti della Asl sarebbero stati spostati alla farmacia e all’URP. C’è un’ipotesi di danno erariale su cui la Corte dei conti (e non solo) dovrebbe fare luce
CIVITAVECCHIA – Ci sono voluti giorni e una richiesta formale di accesso agli atti. Alla fine la Asl Roma 4 ci ha consegnato i documenti dell’affidamento con cui la direttrice generale Rosaria Marino ha esternalizzato la comunicazione istituzionale dell’azienda sanitaria. Li abbiamo letti tutti, 56 pagine. E le domande, invece di diminuire, si moltiplicano.
Un solo preventivo, al prezzo massimo
Tutto parte da una nota della Direzione generale del 4 giugno 2026, firmata da Rosaria Marino. Chiede al Provveditorato di attivare un «servizio specialistico esterno» per la comunicazione: rapporti con i media, comunicati, conferenze stampa, social, rassegna stampa.
Il Provveditorato fissa un tetto di 42.000 euro, IVA esclusa. Consulta l’elenco degli operatori sulla piattaforma regionale STELLA e ne individua uno solo: FTJ&CO S.r.l. Chiede un solo preventivo. L’offerta arriva il 15 giugno ed è di 42.000 euro esatti, cioè il massimo possibile, senza un euro di ribasso. Il 15 luglio la direttrice firma la delibera n. 815. Il costo complessivo, IVA compresa, è di 51.240 euro di soldi pubblici.
La società: un socio, nessun dipendente, costo del lavoro «zero»
FTJ&CO è stata costituita il 5 luglio 2024 e ha un capitale di 10 mila euro. Il socio unico, amministratore unico e legale rappresentante è Francesco Tabacchino, 32 anni, ciociaro, già portavoce della sottosegretaria pentastellata Ilaria Fontana ed esperto nello staff della Presidenza del Consiglio ai tempi del governo Conte. Oltre alla sede legale a Roma, la società ha dal settembre 2025 un’unità operativa in provincia di Frosinone.
Ed è qui che le carte diventano sorprendenti. Nell’offerta economica FTJ&CO dichiara un costo della manodopera pari a «€ 0,00 (zero/00)» e un contratto collettivo «non applicabile», perché la società è «priva di personale dipendente». Il 2 ottobre, tre mesi dopo l’avvio del servizio, Tabacchino firma una dichiarazione integrativa. Vi conferma che la società «non ha dipendenti e non si avvale di soci lavoratori». E aggiunge che l’amministratore unico non percepisce compensi e «non svolge personalmente, nell’ambito della società, attività lavorativa con carattere di abitualità e prevalenza».

Una società senza dipendenti, senza soci lavoratori, il cui unico amministratore dichiara di non lavorarci in modo abituale. Chi cura, allora, ogni giorno la comunicazione di un’azienda sanitaria che serve il litorale nord e l’area di Civitavecchia?
Il curriculum di una società nata nel 2024
A sostegno dell’affidamento, FTJ&CO presenta una «relazione descrittiva delle esperienze pregresse», datata luglio 2026. Elenca il Ministero delle Infrastrutture, la Presidenza del Consiglio, i ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, l’Arma dei Carabinieri, le Nazioni Unite, il CNEL, la Regione Lazio, Mediaset e La7. È un elenco impressionante per una società nata due anni fa e senza personale. Viene spontaneo chiedersi se si tratti di incarichi della società o del percorso personale del suo titolare. La Asl l’ha verificato? Nelle carte non ce n’è traccia.

Il documento che manca
Ma il punto centrale è un altro, ed è un’assenza. Tra le 56 pagine non c’è alcun atto che attesti l’impossibilità di svolgere il servizio con il personale interno. Non c’è una ricognizione delle professionalità disponibili in azienda, né una verifica sui dipendenti iscritti all’Ordine dei giornalisti.
Eppure quei dipendenti ci sono. Secondo quanto ci risulta, negli uffici della Asl Roma 4 lavorano diversi giornalisti. Due li conosciamo personalmente, Luca Grossi e Giulia Amato, sono iscritti all’Ordine dei giornalisti del Lazio nell’elenco dei professionisti. Con l’arrivo della società esterna, l’ufficio stampa interno sarebbe stato di fatto smantellato e i due giornalisti giubilati: Grossi alla farmacia, Amato al centralino dell’URP.

La legge 150 del 2000 prevede che gli uffici stampa delle amministrazioni pubbliche siano composti da giornalisti iscritti all’albo. Il principio di buona amministrazione, richiamato più volte dalla Corte dei conti, impone agli enti di verificare le risorse interne prima di pagare all’esterno. C’è poi un paradosso nella stessa nota della direttrice: il servizio esterno, scriveva, non deve configurare «forme di subordinazione o sostituzione del personale dipendente». È esattamente ciò che sembra essere successo.

Fatture pagate prima della delibera
Il servizio decorre dal 1° luglio. La delibera però è del 15 luglio, e la comunicazione dell’affidamento alla società è del 20. FTJ&CO ha già fatturato i mesi di luglio, agosto e settembre: tre fatture da 4.270 euro, IVA compresa, per un totale di 12.810 euro.
Anche gli atti della Asl lasciano perplessi. Nella lettera del 20 luglio con cui comunica l’affidamento, il Provveditorato cita una «deliberazione n. 810» invece della 815. Richiama l’articolo 76 del Codice degli appalti, quello della procedura negoziata, invece dell’articolo 50 dell’affidamento diretto. E indica il servizio come «per un periodo di mesi 36, per la durata di 12 mesi».
Un ufficio stampa irraggiungibile
Ultimo paradosso. La Asl paga una società per gestire i rapporti con i giornalisti, ma quel servizio, per noi, non ha mai funzionato. Abbiamo cercato più volte Francesco Tabacchino per chiedere chiarimenti, e non siamo mai stati richiamati. Un ufficio stampa che non risponde alla stampa: difficile immaginare un biglietto da visita peggiore per 51 mila euro di denaro pubblico. Non sappiamo se qualcuno sia presente fisicamente nel fantomatico ufficio stampa o lavori in smart working da Frosinone. Insomma il direttore generale, Rosaria Marino, dovrebbe dare qualche risposta che invece schiva come Sofia Goggia fa con i paletti dello Slalom Gigante.

Le domande alla direttrice e alla Corte dei conti
Se esistevano in organico giornalisti professionisti, perché pagare un servizio esterno senza prima verificarlo? E perché spostarli a mansioni che nulla hanno a che vedere con la loro qualifica? Pagare due volte, con gli stipendi dei dipendenti e con la consulenza esterna, per un servizio che si poteva svolgere in casa configura un’ipotesi di danno erariale. Su questo chiediamo alla Corte dei conti del Lazio di fare piena luce.
Alla direttrice generale Rosaria Marino chiediamo di spiegare:
- Perché non è stata fatta alcuna ricognizione del personale interno con qualifica di giornalista prima di affidare il servizio all’esterno?
- Perché è stato chiesto un solo preventivo, e perché è stato accettato al prezzo massimo, senza ribasso?
- Chi svolge concretamente il servizio, visto che la società dichiara di non avere dipendenti né soci lavoratori?
- Come sono state verificate le «esperienze pregresse» di una società costituita nel luglio 2024?
- Perché due giornalisti professionisti sono stati destinati alla farmacia e all’URP?
La redazione resta a disposizione della direttrice generale della Asl Roma 4, Rosaria Marino, e di FTJ&CO S.r.l. per qualsiasi replica o precisazione.

