Germano Ferri
Provvedimento in tronco, motivazioni ancora sconosciute. Il medico ha chiesto l’accesso agli atti e potrebbe impugnare il licenziamento. Intanto nel processo resta aperto il nodo delle foto scattate in pronto soccorso con il codice rosso
Civitavecchia – Germano Ferri non è più un medico della ASL Roma 4. L’azienda sanitaria lo ha licenziato in tronco qualche giorno fa. Secondo quanto appreso, il provvedimento gli è stato notificato con una comunicazione di poche righe, senza una motivazione dettagliata.
Il medico, che in passato è stato anche segretario cittadino del Partito democratico a Civitavecchia, ha presentato istanza di accesso agli atti per conoscere le ragioni del licenziamento. È probabile che nelle prossime settimane si opponga al provvedimento.
Le ipotesi sul licenziamento
Sui motivi, al momento, ci sono solo voci. Negli ambienti sanitari si parla di un episodio avvenuto la scorsa estate durante un turno di pronto soccorso, che sarebbe stato oggetto di una denuncia. Il contenuto e le eventuali contestazioni non sono però noti, e a quanto risulta non sono ancora stati comunicati formalmente all’interessato.
Dalla ASL Roma 4, finora, nessuna nota ufficiale e questo magari è anche comprensibile visto che le notizie da Civitavecchia, prima di essere rese note, devono transitare da Frosinone. Resta quindi da capire se la direzione generale chiarirà le reali motivazioni di un provvedimento così drastico.
Il processo e la coincidenza delle date
Il licenziamento arriva a ridosso di un passaggio importante della vicenda giudiziaria che vede Ferri imputato per presunte violenze ai danni della ex compagna, con l’attivazione del codice rosso. Lunedì 16 novembre il processo entrerà nel vivo. Davanti al giudice sfileranno i primi testimoni, gli agenti di polizia che raccolsero la denuncia e svolsero le indagini.
Al centro del dibattimento c’è una questione già sollevata in apertura del processo. La difesa aveva segnalato che il consulente medico-legale, il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale alla Sapienza, non aveva potuto esaminare le fotografie delle lesioni scattate in pronto soccorso. Quelle foto sono obbligatorie per legge quando scatta il codice rosso.
Il punto non è secondario. Le immagini scattate nell’immediatezza dei fatti hanno un peso medico-legale superiore a quelle realizzate in seguito, perché consentono di datare le lesioni. L’aspetto di un ematoma, per esempio, permette di stabilire se risale a poche ore o a diversi giorni prima.
Secondo quanto risulta, quelle foto vengono richieste dallo scorso febbraio. La Procura di Civitavecchia avrebbe dato subito il proprio consenso all’acquisizione, ma i file originali non sarebbero ancora entrati negli atti del processo. A detenerli è la stessa azienda sanitaria che oggi ha licenziato il medico.
Il rapporto con la stampa
Negli ultimimesi Ferri ha presentato querele per diffamazione ed esposti all’Ordine dei giornalisti nei confronti di chi si è occupato delle sue vicende.
Per lui, come per ogni imputato, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

