Sei morti e sedici feriti nella sparatoria nel cuore della città polacca. Altri tre cadaveri, i genitori e la sorella dell’attentatore, trovati nella sua abitazione
Cracovia – C’erano anche gli studenti del liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale in Rynek Główny, la piazza principale di Cracovia, quando ieri pomeriggio, sabato 7 novembre, intorno alle 15, un uomo a bordo di un’auto, Michał Oksiński, ha aperto il fuoco sulla folla. Attimi di terrore per la scolaresca in gita, ma nessuno dei ragazzi è rimasto ferito.
A darne notizia è stata l’amministrazione comunale di Albano, che ha espresso sollievo per i giovani rimasti incolumi e cordoglio per le vittime e le loro famiglie. Il sindaco è in contatto costante con le autorità competenti per seguire l’evolversi della situazione, monitorare le condizioni degli studenti e verificare che siano garantite sicurezza e assistenza. La priorità, fa sapere il Comune, resta la serenità dei ragazzi e il loro ritorno a casa. La vicinanza dell’amministrazione va anche agli accompagnatori, alle famiglie e a tutta la comunità scolastica.

Il bilancio della sparatoria è di sei morti e sedici feriti, tra i quali lo stesso attentatore, in gravi condizioni, e i due poliziotti che lo hanno fermato. Tra le vittime c’è un cittadino britannico, mentre le altre sono polacche, come ha riferito Maksymilian Kosowski, portavoce del Voivodato della Piccola Polonia. Tra i feriti figurano cittadini di Regno Unito, Portogallo, Russia, Germania e Austria, oltre ad alcuni conducenti delle carrozze a cavallo che lavoravano nella piazza. Delle cinque persone ricoverate all’Ospedale universitario di Cracovia, tre sono gravi.

Nell’appartamento dell’aggressore sono stati poi trovati senza vita il padre di 53 anni, la madre di 52 e la sorella di 20. Come ha confermato all’emittente TVN24 il vice ispettore Andrzej Fijołek, portavoce del capo della polizia polacca, i corpi presentavano ferite da arma da fuoco, che sarebbero la probabile causa della morte. Restano ancora da chiarire il movente e l’esatta ricostruzione dei fatti.
Stabili ma in pericolo di vita i due agenti feriti, i sergenti Jakub Kulik e Artur Morański. Per Kulik, colpito da tre proiettili e con un polmone compromesso, il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha lanciato su X un appello a donare sangue di gruppo AB Rh+. «Se non fosse stato per loro, il bilancio delle vittime del massacro avvenuto a Cracovia sarebbe stato inimmaginabile», ha dichiarato il ministro, ricordando che i due hanno risposto al fuoco di un uomo armato di un’arma automatica.
La Polonia osserva oggi il primo dei due giorni di lutto nazionale proclamati dopo la strage.

