Garage insufficienti, vincoli di tutela, costi ancora ignoti e volanti a sirene spiegate nella via dello shopping: tutti i punti deboli dell’operazione di via Marconi
Viterbo – Sull’ex Banca d’Italia di via Marconi il coro di applausi è stato immediato. Il ministero dell’Interno ha avanzato la proposta di acquisto per portarci la questura, oggi alle Pietrare, e l’idea viene già raccontata come la svolta per il centro storico. Prima di festeggiare, però, sarebbe utile porsi una domanda semplice: quell’edificio è adatto a ospitare una questura? A guardare le carte e la mappa della città, i dubbi sono molti.
L’autoparco non ci sta. Una questura vive anche di mezzi: volanti, furgoni, veicoli di servizio. Il palazzo dispone di due piani interrati, ma i garage interni sono piccoli rispetto all’autoparco della polizia. Il problema si aggrava perché nella stessa sede dovrebbe confluire anche la polizia stradale, oggi in via Palmanova, cioè il reparto che più di ogni altro lavora su strada. Dove finiranno i mezzi rimasti fuori? E dove parcheggeranno il personale e chi si reca allo sportello?

Le sirene nella via dello shopping. Via Marconi si trova nell’unica zona commerciale del centro, tra negozi e passeggio. Una centrale operativa ha bisogno dell’esatto contrario: uscite rapide e strade libere. Ogni emergenza significherebbe volanti a sirene spiegate tra i pedoni, con rischi per chi cammina e tempi di intervento esposti al traffico delle ore di punta. Da un presidio che deve coprire il capoluogo e il territorio ci si aspetta una posizione che faciliti le partenze, non che le ostacoli.
Sportelli e sicurezza. Il piano prevede di concentrare in via Marconi anche i passaporti e gli uffici per i migranti: significa code quotidiane e nuova domanda di parcheggio in un’area già delicata. A questo si aggiungono l’accompagnamento di persone fermate e le esigenze di protezione di un obiettivo sensibile, difficili da conciliare con una strada commerciale.

I vincoli della Soprintendenza. L’immobile è dichiarato di interesse culturale e sottoposto alle norme di tutela. Ogni varco, impianto o adeguamento dovrà fare i conti con questo limite, e una questura non si improvvisa dentro le murature di una filiale storica.
Il conto che ancora non c’è. I 2,6 milioni stanziati coprono soltanto la base d’asta, e per adattare la struttura serviranno altri fondi, di cui finora non è stata indicata l’entità. Eppure l’avviso di vendita è eloquente: l’edificio è in classe energetica G e la Banca d’Italia non garantisce la funzionalità né la conformità degli impianti, con gli adeguamenti a carico dell’acquirente. Inoltre negli ultimi mesi sono dovuti intervenire più volte i vigili del fuoco.
Il risparmio sull’affitto, uno degli argomenti forti dell’operazione, andrebbe quindi confrontato con spese di ristrutturazione e gestione che nessuno ha ancora messo nero su bianco.

Gli spazi da reinventare. L’avviso indica circa 5.234 metri quadrati a uffici e 1.774 a uso residenziale. Se la polizia ne occuperà davvero 5.500, una parte delle abitazioni dovrà essere convertita, con altri lavori e altre autorizzazioni.
Decidere in fretta. I fondi vanno impegnati entro il 31 dicembre. Una scadenza contabile non può sostituire una valutazione pubblica su logistica, viabilità e costi complessivi.
Si dice che la questura porterà sicurezza e rilancerà i negozi. Ma un presidio fatto di uffici non equivale a pattuglie in strada, e una zona commerciale non rinasce togliendo spazio alla sosta e riempiendola di mezzi in emergenza. Salvare un palazzo abbandonato è un obiettivo giusto. Farlo sacrificando la funzionalità della polizia significherebbe risolvere il problema di un edificio creandone uno alla sicurezza della città.
Questa foto è stata scattata alle ore 12 di giovedì scorso. Non sono prove tecniche per un inseguimento a “porte chiuse” in via del Corso. E’ una foto scattata giovedì mattina, alle ore 12. Se il buongiorno si vede dal mattino a Viterbo dovrebbero pensare ad altro tipo di interventi strutturali.

Santa Rosa e Fiera dell’Annunziata. Che accadrà in questi giorni di grandissimo afflusso di persone e di strade bloccate durante gli eventi viterbesi?
Probabilmente sposteranno il percorso della Macchina alle Pietrare e la Fiera a Valle Faul?

