CIVITAVECCHIA – “Alla luce di quanto emerso dallo studio svolto dal MIMIT nei mesi scorsi, le conclusioni raggiunte confermano ciò che avevamo previsto e denunciato da tempo: siamo di fronte ad una situazione di stallo. Invitalia individua solo tre progetti ritenuti percorribili, dei quali uno è già stato scartato e i restanti due – florovivaismo e turismo termale – dispongono entrambi di aree autonome e non coinvolgono in modo rilevante le strutture industriali oggi inutilizzate”. Lo fa sapere Enrico Luciani, esponente “Noi Progressisti” del Partito Democratico.
“Resta dunque irrisolta la questione più delicata: il futuro energetico e industriale dell’area ENEL di Civitavecchia – prosegue la nota -. È ormai evidente l’errore di valutazione e, ancora più grave, un silenzio che possiamo definire colpevole. Mentre ENEL attende da tempo un decreto che continua a non essere emanato, Civitavecchia rimane senza risposte e senza prospettive chiare, nonostante 70 anni di impegno e contributo strategico al Paese, con ben tre centrali attive nel tempo e picchi pari al 15% del fabbisogno energetico nazionale garantiti dal nostro territorio.
Non possiamo accettare questo trattamento.
A differenza di quanto accade a Brindisi – dove ai lavoratori è stata assicurata una transizione graduale sostenuta anche da ENEL – a Civitavecchia non viene riconosciuto nulla di simile. Con la probabile istituzione della riserva fredda, che potrebbe essere sancita dal prossimo decreto, la centrale verrebbe di fatto fermata, con riattivazione possibile solo in caso di emergenza e con tempi tecnici di due mesi. Questo significa blocco totale: del sito, dell’indotto, delle famiglie, dei lavoratori.
Per questi motivi invitiamo nuovamente, e con forza, l’Amministrazione Comunale a prendere posizione con decisione davanti a Governo, Regione ed ENEL. Il territorio ha diritto a garanzie immediate e ad un progetto di riconversione reale, non rinviabile.
I terreni disponibili devono essere trasformati in aree industriali operative, e va fatto ora. La città non può attendere oltre.
E ci rivolgiamo direttamente all’Assessore al Lavoro: serve un intervento rapido, concreto e visibile. Non possiamo permettere che centinaia di famiglie affrontino le prossime festività senza certezze, senza prospettive e senza tutele. Chiediamo che si metta in campo subito un piano forte e incisivo, che sostenga chi rischia di pagare il prezzo più alto di questa immobilità. È il momento di assumersi la responsabilità che il ruolo richiede e di passare dalle parole ai fatti.
Civitavecchia ha dato. Ora pretende ciò che le spetta”.

