Milano – Salvini all’attacco di Report: “Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili: scandalo da approfondire”

MILANO – Matteo Salvini torna ad attaccare Report, all’indomani delle nuove notizie che coinvolgono la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci.

In una nota ufficiale, la Lega parla di un quadro «altamente preoccupante», denunciando presunti dossieraggi abusivi e una fuga di dati sensibili riconducibile allo studio di un consulente del programma, accusato di aver condotto «indagini parallele e opache» ai danni del partito e, in particolare, del suo tesoriere Alberto Di Rubba.

La presa di posizione arriva dopo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, secondo cui la Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio, con citazione diretta, di una ex collaboratrice di uno studio professionale milanese.

La donna è stata denunciata dal commercialista Gian Gaetano Bellavia, noto anche come consulente di Report, per l’ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico. L’accusa riguarda la copiatura, tra giugno e settembre 2024, di circa un milione di file contenenti – secondo Bellavia – il know how e dati «super sensibili» dello studio.

L’indagine, tuttavia, presenta ancora numerosi aspetti da chiarire. Tra questi, la presenza di un appunto che farebbe riferimento a un elenco di magistrati collegati agli atti sottratti: 19 toghe, tra cui pubblici ministeri impegnati in fascicoli che all’epoca sarebbero stati coperti da segreto istruttorio, a Milano e Catania. Nei file copiati compaiono anche nomi di primo piano della politica, dell’economia e dell’imprenditoria italiana.

Tra i nomi risultanti dai file copiati ci sono: Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Manfredi Catella, Bettino Craxi, Massimo D’Alema, Luigi Di Maio, Alberto Di Rubba, Lamberto Dini, Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Flavio Briatore, Luca Barbareschi, Giuseppe Graviano, Irene Pivetti, Gianni Letta, Claudio Lotito, Cesare Previti e Giulio Tremonti.

Sempre secondo il Corriere, Bellavia sostiene che tra i documenti sottratti vi sarebbero anche materiali ricevuti nel tempo dalla redazione di Report per valutazioni preliminari, poi non necessariamente utilizzati in trasmissione.

Su questi elementi la Lega chiede «chiarezza immediata», sottolineando come in passato notizie filtrate sui media abbiano innescato procedimenti giudiziari poi conclusi con assoluzioni, dopo anni di esposizione mediatica.

Sulla vicenda interviene anche Di Rubba, che in una nota parla di «un vero e proprio dossier a mio nome», definendo quanto emerso «l’ennesimo capitolo di uno scandalo fatto di fughe di notizie e dossieraggi». Il tesoriere della Lega annuncia di aver già incaricato i propri legali di presentare un esposto per accertare responsabilità e dinamiche dell’accaduto, ribadendo la fiducia che «la verità emergerà integralmente, restituendomi giustizia e dignità».