“Anguillara piange di nuovo”: il femminicidio di Federica Torzullo riaccende il dolore per Federica Mangiapelo

Dopo 14 anni, un nuovo violento assassinio ha sconvolto il lago di Bracciano e i pensieri tornano tutti a quel tragico Halloween del 2012, in particolare per Luigi Mangiapelo

ANGUILLARA SABAZIA – Quattordici anni possono sembrare un tempo lungo. Ma ci sono ferite che non si rimarginano mai. Lo sa bene Luigi Mangiapelo, padre di Federica, la ragazza di sedici anni uccisa nel 2012 e trovata senza vita sulle sponde del lago di Bracciano nella notte di Halloween. In questi giorni, davanti all’ennesima tragedia che ha colpito la sua città, quel dolore è tornato a galla con una forza devastante.

Un solo post, poche parole, ma cariche di un peso enorme: “Anguillara piange di nuovo”. È così che Luigi Mangiapelo ha voluto ricordare non solo sua figlia, ma anche Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa nei giorni scorsi, vittima di un nuovo femminicidio che ha scosso profondamente la comunità. Due storie diverse, due età lontane, ma unite dallo stesso epilogo e dallo stesso luogo, che ancora una volta si ritrova a fare i conti con la violenza più estrema.

Nel 2012 Federica Mangiapelo era poco più che una bambina. Quella sera uscì con il fidanzato, Marco Di Muro. Dopo un litigio, lui raccontò ai carabinieri di essersi allontanato e di essere poi tornato a cercarla, senza trovarla. Una versione che, come accade troppo spesso, tentò di spostare i sospetti lontano da chi invece era responsabile.

Le indagini successive ricostruirono una verità agghiacciante: Federica era stata spinta a terra, poi uccisa annegando nelle acque gelide del lago. Il suo corpo venne abbandonato sulla spiaggia, con il busto scoperto, i vestiti tirati su, in una scena che ancora oggi resta impressa nella memoria collettiva. Di Muro fu condannato a 18 anni di carcere per omicidio.

Oggi, a distanza di quattordici anni, Anguillara si trova di nuovo a piangere una Federica. Un’altra donna strappata alla vita, agli affetti, a un figlio che dovrà crescere senza la madre. Un altro caso che riapre domande mai davvero chiuse e che rende insopportabilmente evidente quanto la violenza contro le donne continui a ripetersi, cambiando volti e storie ma non il copione.

Nel messaggio di Luigi Mangiapelo non c’è rabbia urlata, ma una sofferenza silenziosa che parla per tutte le vittime e per tutte le famiglie spezzate. È il dolore di un padre che non ha mai smesso di piangere sua figlia e che oggi si ritrova a rivivere lo stesso incubo, vedendo un’altra famiglia precipitare nello stesso buio.

“Anguillara piange di nuovo” non è solo una frase. È una constatazione amara, un grido sommesso che attraversa gli anni e lega due tragedie che non avrebbero mai dovuto accadere. È il segno di una ferita collettiva che si riapre, ricordando a tutti che la memoria non basta se non è accompagnata da un cambiamento profondo, culturale e umano, capace di fermare questa scia di violenza prima che sia ancora una volta troppo tardi.