Continua lo scontro quotidiano tra Provincia di Viterbo e Regione Lazio
VITERBO – La Provincia di Viterbo ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per ottenere il riconoscimento delle risorse economiche relative alle funzioni esercitate in materia di ambiente, energia e urbanistica. L’azione legale è rivolta contro la Regione Lazio e riguarda, in particolare, la deliberazione regionale n. 1139 del 27 novembre 2025, della quale l’ente di Palazzo Gentili chiede l’annullamento parziale.
Al centro del ricorso c’è la richiesta di rimborso delle spese sostenute dalla Provincia tra il 2016 e il 2024 per garantire la continuità di servizi ritenuti essenziali per cittadini e imprese, nonostante tali funzioni non siano classificate come “fondamentali” dalla legge Delrio. In assenza di un effettivo subentro regionale, la Provincia ha continuato a occuparsene per evitare interruzioni e vuoti normativi, assumendosi responsabilità civili e amministrative.
Secondo quanto evidenziato dall’ente, la Regione Lazio avrebbe escluso il riconoscimento dei costi del personale impiegato in questi settori, ritenendoli estranei al processo di riallocazione delle funzioni e al Fondo previsto dalla legge regionale n. 17 del 2023. Una decisione che, stando alle stime della Provincia, avrebbe comportato un esborso superiore ai tre milioni di euro, incidendo in modo significativo sugli equilibri di bilancio.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il presidente della Provincia di Viterbo e di Upi Lazio, Alessandro Romoli: «Non si tratta di una contrapposizione politica, ma di un atto istituzionale necessario per tutelare l’ente e i cittadini della Tuscia. È dovere degli amministratori garantire che le funzioni esercitate, soprattutto in ambiti delicati come ambiente ed energia, siano accompagnate dalle risorse previste».
Romoli sottolinea inoltre come la questione abbia una valenza che va oltre il territorio viterbese, chiamando in causa il principio di corrispondenza tra competenze assegnate e risorse disponibili. L’obiettivo del ricorso è ottenere il rimborso integrale delle somme anticipate e contribuire a fare chiarezza nel processo di riordino delle funzioni locali, affinché non ricada in modo strutturale sui bilanci delle Province.

