L’iniziativa, firmata dalla manager Martina Campanella e supportata dal Comune non ha mancato di raccogliere ironia poiché lo “scontro” con la vicinissima Perugia è scontato
VITERBO – La città dei papi, delle terme… e ora anche dei baci al cioccolato. A palazzo dei Priori qualcosa bolle in pentola – rigorosamente dolce – per tentare il rilancio dell’immagine di Viterbo. Un’operazione di marketing territoriale che punta dritto al cuore (e al palato), nella speranza di ridare smalto a un centro storico che da tempo fatica a ritrovare vitalità.
Si chiama “Un Bacio a Viterbo” l’iniziativa che verrà presentata oggi dalla sindaca Chiara Frontini e che porta la firma di Martina Campanella, manager e fashion designer genovese trapiantata nella Tuscia. È a lei che l’amministrazione ha affidato la guida dell’ufficio speciale per il centro storico e il compito – non proprio leggero – di promuovere l’immagine della città dentro e fuori i confini provinciali.
Per farlo, il Comune ha messo sul tavolo un affidamento diretto da 29 mila euro l’anno, rinnovabile per un secondo anno, per un totale potenziale di 60 mila euro. Campanella opera anche da Spazio Viterbo, il locale comunale di via Cavour 1, dove riceve imprenditori e interessati su appuntamento, due mattine a settimana.
Il cuore del progetto è semplice quanto ambizioso: creare un cioccolatino identitario, il “Bacio di Viterbo”, da trasformare in gadget turistico.
A produrlo saranno i pasticceri locali: cioccolato, nocciole e un tocco di lampone per differenziarsi dai più celebri cugini umbri. L’obiettivo è dichiarato: seguire le orme dei Baci Perugina o delle celebri Mozartkugeln di Salisburgo, costruendo un prodotto riconoscibile, brandizzato e facilmente reperibile nel centro storico.
Non a caso il debutto dovrebbe avvenire in concomitanza con San Valentino. E non a caso, sempre in questi giorni, sono scomparse dai canali social di Spazio Viterbo (che persistono nonostante una comunicazione scialba e che non raggiunge nemmeno i due like) alcune locandine che annunciavano cartomanti e segni zodiacali sparsi per il centro. Forse qualcuno ha pensato che, tra tarocchi e cioccolato, fosse meglio puntare sulla dolcezza.
Ora la scommessa è tutta qui: potrà un Bacio addolcire una città stanca? Basterà un cioccolatino – per quanto ben confezionato – a rianimare le vie storiche, a riaccendere l’interesse, a invertire una tendenza che sembra strutturale?
Viterbo ci prova. Con un’operazione di marketing e cacao. Il resto lo dirà il tempo. E, chissà che tutto non sia liberamente tratto da Il ”Museo del bacio” che nel 2016 aprì i suoi battenti in quel di Caffeina, trovando sede nel Palazzo degli Alessandri a San Pellegrino.

