Roma – Contrabbandieri fermati a Fiumicino: sequestrati oltre 156 kg di sigarette

Scattata subito la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia per il reato di contrabbando doganale

ROMA – Nuovo colpo al contrabbando di sigarette all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, dove sono stati sequestrati oltre 156 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri nel corso di controlli rafforzati negli scali della Capitale. L’operazione è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nel dettaglio, due passeggeri in transito, provenienti da Atene e diretti a Parigi, sono stati fermati dai finanzieri del Gruppo di Fiumicino insieme al personale dell’Ufficio Roma 2 dell’ADM. All’interno dei loro bagagli da stiva sono state rinvenute 640 stecche di sigarette, per un peso complessivo di circa 128 chilogrammi.

La quantità di tabacco, largamente superiore ai limiti previsti dalla normativa nazionale di attuazione del Codice Doganale dell’Unione Europea, ha fatto scattare la denuncia dei due viaggiatori alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia per il reato di contrabbando doganale.

Nel corso della stessa attività, altri due passeggeri, arrivati dall’Armenia, sono stati trovati in possesso di ulteriori 140 stecche di sigarette, per un peso complessivo di circa 28 chilogrammi. Il materiale era stato occultato tra indumenti ed effetti personali all’interno di quattro valigie, nel tentativo di eludere i controlli. In questo caso è scattato il sequestro amministrativo delle sigarette e l’elevazione di sanzioni amministrative nei confronti dei due viaggiatori.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli negli aeroporti e nei porti della Capitale, a tutela della legalità e delle entrate erariali.

Come previsto dalla legge, le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.