Bracciano – Falso allarme nelle chat dei genitori del Lazio: “Cercano di rubare bambini”

Alcuni rappresentanti istituzionali intervengono per rassicurare le persone

BRACCIANO – Sta circolando in queste ore tra le chat WhatsApp dei genitori di Roma e del Lazio un messaggio audio che parla di presunti tentativi di rapimento di bambini. Un tam tam che ha rapidamente alimentato paura e preoccupazione, soprattutto nei gruppi scolastici e nei forum di quartiere.

Secondo quanto emerso, si tratta però di una fake news priva di qualsiasi riscontro ufficiale. Non risultano denunce presentate alle forze dell’ordine né conferme oggettive sui fatti narrati negli audio.

Uno dei messaggi vocali più diffusi racconta di una donna dai capelli neri, accompagnata da un uomo a bordo di un SUV nero, che avrebbe tentato di avvicinare dei bambini. Nell’audio si sostiene addirittura che la polizia avrebbe parlato di un’indagine in corso per traffico di organi.

Il riferimento, in uno dei casi, sarebbe a una scuola del quartiere Primavalle, ma segnalazioni simili sono arrivate anche da altri quartieri della Capitale e da diversi comuni limitrofi. Cambiano i dettagli, ma lo schema resta lo stesso: presunti rapimenti, veicoli sospetti e indagini segrete. Elementi che, al momento, non trovano alcuna conferma ufficiale.

Un altro audio racconta invece di un presunto tentativo di rapimento avvenuto all’interno di un Burger King, in una località non specificata. Secondo la voce narrante, una coppia si sarebbe avvicinata alla figlia della donna, allontanandosi solo dopo l’intervento della madre.

Anche in questo caso, però, non risultano denunce né segnalazioni formali alle autorità competenti.

Per rassicurare i cittadini sono intervenuti alcuni rappresentanti istituzionali dei territori coinvolti. Tra questi il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, che ha pubblicato un messaggio sulla propria pagina istituzionale.

Il primo cittadino ha spiegato di essere in costante contatto con i carabinieri della stazione locale, già attivati per effettuare tutte le verifiche necessarie, anche presso gli istituti scolastici del territorio. Al momento, ha ribadito, non esistono riscontri oggettivi né denunce formalizzate.

L’invito rivolto alla cittadinanza è chiaro: evitare la diffusione di informazioni non verificate e fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali delle forze dell’ordine e delle istituzioni, per non alimentare inutili allarmismi.