Civitavecchia non trova pace. A pochi passi dal mare, dove l’azzurro del Tirreno dovrebbe essere l’unica preoccupazione, torna a stagliarsi lo spettro di uno dei capitoli più controversi della gestione dei rifiuti nel Lazio. La MAD Srl, società dell’imprenditore ciociaro Valter Lozza, ha ufficialmente riaperto la partita per l’ampliamento della discarica di Fosso Crepacuore, puntando alla realizzazione di un nuovo invaso: il Bacino FC4.
Una mossa che arriva dopo anni di tempeste giudiziarie, arresti e condanne, e che oggi si scontra con il muro eretto dall’amministrazione comunale e dalle autorità sanitarie. Ma per capire il presente, è necessario riavvolgere il nastro di una storia fatta di potere, relazioni pericolose e business.
La storia di Valter Lozza non è quella di un semplice imprenditore. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Flaminia Tosini, ex “lady rifiuti” della Regione Lazio.
Le cronache giudiziarie hanno dipinto un quadro inquietante: un rapporto che intrecciava il piano sentimentale a quello corruttivo. Secondo le sentenze di primo grado, Lozza avrebbe ottenuto vantaggi enormi per le sue discariche (non solo Civitavecchia, ma anche Bracciano) grazie alla complicità della Tosini, che all’epoca guidava la Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti.
Regali di lusso, borse di alta moda e gioielli sarebbero stati il prezzo per “oliare” procedimenti amministrativi che altrimenti avrebbero trovato ostacoli insormontabili. Dopo l’arresto nel 2021, le attività di Lozza avevano subito un brusco stop. Molti pensavano alla fine di un impero; invece, la strategia sembra essere cambiata: riattivare, ampliare e poi vendere. Le voci di un interesse di ACEA per gli asset della MAD si fanno sempre più insistenti, trasformando la discarica di Civitavecchia in una pedina di una scacchiera finanziaria molto più ampia.
Nonostante il pesante trascorso, la macchina amministrativa si è rimessa in moto. Il documento protocollato il 12 marzo 2026 (n. 0018084/2026) segna un punto di svolta. La MAD Srl ha chiesto l’attivazione del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per l’ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi in località Fosso Crepacuore.
nota18084del12.03.2026L’intervento prevede la creazione del bacino FC4, situato a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla costa. Un progetto che, sulla carta, punta a rispondere all’eterna emergenza rifiuti della Capitale e della Provincia, ma che ignora le ferite di un territorio già saturo.
Se la Regione Lazio sembra procedere lungo i binari della burocrazia tecnica, il territorio risponde con un “no” politico e sanitario senza appello. Il Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, ha espresso formalmente il parere contrario dell’amministrazione. La nota comunale del giugno 2025 parla chiaro: l’ampliamento è incompatibile con gli obiettivi di tutela ambientale e sanitaria.
r_lazio.AC8A585.REGISTRO_UFFICIALE_E_.0684812.01-07-2025A dare manforte alla politica è intervenuta l’ASL Roma 4. Il servizio di Igiene e Sanità Pubblica ha bocciato il progetto senza mezzi termini. Il motivo? L’aumento esponenziale del traffico di mezzi pesanti necessario per riempire il nuovo bacino FC4 porterebbe a un incremento delle emissioni di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gas di scarico.
In una città che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute pubblica a causa della presenza del polo energetico, l’aggiunta di una “bomba” ecologica a pochi metri dal mare è considerata inaccettabile.
Dall’altra parte, la MAD Srl gioca la carta della difesa tecnica. Nelle controdeduzioni presentate a fine 2025, la società sostiene che Civitavecchia sia in una zona a “basso rischio” per la qualità dell’aria (Classe 3) e che, pertanto, l’impatto del traffico sarebbe trascurabile. Non solo: l’azienda ha cercato di rassicurare sulla vicinanza dell’acquedotto di ACEA Ato 2, affermando che il nuovo bacino non interferirebbe con le condotte idriche che alimentano la zona.
MAD_Srl-_prot._n.71_del_06_11_2025Tuttavia, resta il nodo della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS). La MAD sostiene che non sia obbligatoria per legge per questo tipo di impianto, una posizione che ha sollevato ulteriori polemiche tra i comitati civici che chiedono invece un monitoraggio severo e costante sulla salute dei residenti.
Il procedimento è ora nella fase cruciale delle osservazioni pubbliche. Per 30 giorni, cittadini e associazioni potranno presentare le proprie obiezioni. Ma la domanda resta: la Regione Lazio terrà conto del “no” corale di un’intera città o prevarrà la logica dell’emergenza rifiuti che ha già favorito in passato il sistema Lozza?
Civitavecchia guarda al mare, sperando che Fosso Crepacuore non diventi, ancora una volta, il simbolo di una gestione dei rifiuti che privilegia il profitto di pochi sulla salute di molti.
Sintesi dell’istruttoria: enti e pareri (aggiornamento 2026)
Di seguito, la tabella riassuntiva dei principali enti coinvolti e delle criticità emerse dall’ultimo documento ufficiale:
| Ente / Autorità | Oggetto del Parere | Posizione / Criticità Rilevate |
| Comune di Civitavecchia | Compatibilità Urbanistica e Acustica | CONTRARIO. Ritiene il progetto incompatibile con la tutela ambientale e sanitaria del territorio. |
| ASL Roma 4 | Igiene e Salute Pubblica> | SFAVOREVOLE. Rileva rischi per la salute dovuti all’incremento di polveri sottili (PM10, PM2.5) da traffico pesante.> |
| Sindaco Piendibene | Rappresentanza della Comunità | OPPOSIZIONE TOTALE. Ribadita la contrarietà politica e amministrativa all’ampliamento. |
| Regione Lazio (Area VIA) | Valutazione Impatto Ambientale | In corso. Ha richiesto numerose integrazioni documentali alla MAD Srl. |
| Città Metropolitana Roma | Scarichi idrici ed emissioni | Richiesti chiarimenti sulla gestione dei reflui e sulla conformità degli scarichi superficiali. |
| MAD Srl (Proponente) | Controdeduzioni tecniche | Sostiene la non obbligatorietà della VIS e l’assenza di impatti significativi sulla qualità dell’aria. |
| >Area Protezione Biodiversità | Vincoli Naturalistici | Esclude incidenze negative dirette sulla Rete Natura 2000 (distanza circa 3 km). |


