È il quinto scafo trasferito dal cantiere laziale alla sede storica di Tankoa Yachts. Progettato da Giorgio Cassetta, sarà completato in Liguria e varato nel 2027
Civitavecchia – È partito dalla Mattonara il Tankoa T500, superyacht di cinquanta metri disegnato da Giorgio Cassetta per Cassetta Yachts Design. Nel cantiere di Civitavecchia sono state completate tutte le lavorazioni in metallo; da qui l’unità raggiungerà Genova nei prossimi giorni, per affrontare le fasi finali della costruzione. Il varo è previsto nel 2027.
Non è la prima volta, ed è proprio questo il dato che conta: si tratta del quinto trasferimento di uno scafo costruito a Civitavecchia e destinato alla sede storica di Sestri Ponente. Un numero che, dopo anni di silenzio industriale sul porto laziale, comincia a raccontare una continuità.
L’operazione di movimentazione è un’impresa in sé. Lo scafo viene caricato su carrelli capaci di sostenere centinaia di tonnellate, portato dal cantiere fino alla banchina, imbarcato su una barge e rimorchiato via mare fino alla Liguria. La navigazione dura circa due giorni. All’arrivo, il trasferimento in uno dei capannoni genovesi per l’allestimento finale.
Il modello produttivo è quello che Tankoa ha costruito attorno ai due siti: a Civitavecchia scafo, sovrastruttura, installazione degli impianti e preallestimento; a Genova l’allestimento e la messa a punto finale. Una divisione del lavoro pensata per non appaltare fuori le lavorazioni metalliche e per gestirle direttamente, aumentando la capacità complessiva del gruppo.

Per Civitavecchia, la partita è più larga di un singolo yacht. L’area della Mattonara è quella dell’ex Privilege Yard, il cantiere fallito che per un decennio è rimasto il simbolo di un’occasione mancata dal porto. Tankoa ne ha ottenuto la concessione nel dicembre 2023 e ha avviato le attività con un investimento di circa cinque milioni di euro; all’epoca del primo trasferimento, nell’estate del 2025, l’azienda dichiarava un centinaio e più di persone impiegate sul sito e cinque yacht in costruzione.
La prospettiva dichiarata dal cantiere e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale va oltre la costruzione: fare della Mattonara un polo che comprenda anche refitting e revamping delle grandi imbarcazioni da diporto, con la formazione di maestranze specializzate sul territorio. È la parte del progetto che si misura sui tempi lunghi, e che deciderà se Civitavecchia sarà una tappa intermedia della filiera o un pezzo stabile dell’industria nautica italiana.
Per ora, ogni scafo che esce dalla banchina è un capitolo che si chiude e un altro che si apre nei capannoni alle spalle.

