La polizia sul posto dell'omicidio
Le indagini degli inquirenti guardano ormai ad un’unica direzione. Per il movente spunta la pista della droga
La svolta nelle indagini della Polizia è arrivata grazie al contratto di noleggio dell’auto usata dai killer per l’agguato. La vettura, una Kia Picanto, è stata ritrovata abbandonata in un parcheggio dietro i palazzoni di via Pionieri della Bonifica. Dagli accertamenti è emerso che l’utilitaria era stata noleggiata a nome di una donna di 30 anni appartenente alla famiglia Di Silvio. Sia l’intestazione del noleggio sia il luogo scelto per nascondere la macchina spingono gli investigatori della Squadra Mobile verso un’unica direzione.
Analizzando i filmati delle telecamere cittadine e incrociando le prime testimonianze, i poliziotti hanno accertato che a bordo della Kia Picanto c’erano diverse persone e che l’abitacolo era pieno, con passeggeri seduti anche sui sedili posteriori. A rafforzare i sospetti sul coinvolgimento del clan sono state anche le parole della compagna della vittima, una donna rumena che, dopo un iniziale silenzio, si è presentata in Questura. Il suo racconto ha aiutato a ricostruire le ultime ore di Dibba, confermando la pista dei rom e rivelando che il giorno prima del delitto il 27enne aveva avuto una violenta discussione con le stesse persone che poi lo hanno ucciso.
Sul movente la Polizia segue la pista dello spaccio di droga: l’ipotesi è che la vittima avesse preteso del denaro. Ora la Scientifica cerca impronte e DNA nell’auto per incastrare i colpevoli, anche se per chiudere il cerchio i poliziotti dovranno dimostrare la responsabilità di ciascuno e la loro presenza esatta sulla vettura al momento dell’agguato.

