Suicidio al MPS: David Rossi potrebbe essere stato ucciso. Disposta la riesumazione della salma

SIENA – La procura della Repubblica di Siena ha disposto la riesumazione della salma di David Rossi, ex capo area comunicazione di banca Mps morto il 6 marzo 2013. Rossi era stato trovato a terra dopo un volo dalla finestra del suo ufficio nei giorni turbolenti dell’inchiesta sulla banca senese quando l’istituto di credito era al centro dei casi Antonveneta e derivati. Lo stesso Rossi era stato perquisito una decina di giorni prima. L’inchiesta dei magistrati senesi si è poi chiusa archiviando il gesto di David Rossi come un suicidio. Ma in molti in città avevano sollevato dei dubbi, prima fra tutti la moglie Antonella Tognazzi che con l’avvocato Luca Goracci ha raccolto nuovi elementi, fra questi la consulenza medico legale del professor Gian Aristide Norelli. Così l’inchiesta, nel novembre 2015 è stata riaperta e adesso la procura chiede la riesumazione della salma. “E’ un segnale che aspettavamo – spiega la Antonella Tognazzi – Per noi si riapre un capitolo alla ricerca della verità. Non ho mai creduto che David possa essersi tolto la vita”. (La Repubblica-Firenze)

MPS-Siena
Rocca Salimbeni (Siena) sede centrale di MPS

In occasione del terzo anniversario della scomparsa, il 6 marzo scorso si è svolta una manifestazione per ricordare Rossi e chiedere giustizia.

David Rossi era considerato una delle persone più vicine all’ex presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari. Morì mentre Siena era scossa dalle indagini sulla gestione della banca. Il corpo venne trovato sotto la finestra del suo ufficio, trovata spalancata, poco prima delle 21. Suicidio fu la prima ipotesi anche se nei giorni successivi il fascicolo aperto dalla procura di Siena cambiò e gli inquirenti indagarono sull’ipotesi di istigazione al suicidio. Dopo 3 anni i familiari e gli amici continuano a chiedere giustizia come hanno fatto con una manifestazione pubblica.

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David Rossi

Le indagini, coordinate dai pm Nicola Marini e Aldo Natalini, si chiusero pochi mesi dopo con la richiesta di archiviazione avanzata dagli stessi magistrati ed accolta dal gip nonostante la famiglia, in particolare la vedova Antonella Tognazzi che pure riconobbe la scrittura di Rossi nei biglietti abbozzati e poi accartocciati, indirizzati a lei e trovati nell’ufficio, non abbia mai creduto al suicidio del marito.

Una vicenda dai contorni complessi. Alla stessa Tognazzi, in concorso con Davide Vecchi, giornalista de il Fatto, venne contestato dai pm di aver divulgato il contenuto delle mail indirizzate da Rossi all’ad di Mps, Fabrizio Viola, il giorno prima del suicidio, quelle mail in cui lui chiedeva aiuto, annunciando il tragico gesto. Nel novembre scorso il procuratore Salvatore Vitello, dopo le nuove perizie presentate dal legale della vedova, l’avvocato Luca Goracci, ha deciso di riaprire il fascicolo affidandolo al sostituto Andrea Boni. «Dalle perizie, grafologica, medico legale e dinamico fisica sulla caduta, emerge che Rossi sarebbe stato prima colpito alla testa e poi buttato dalla finestra almeno da due persone», sostiene tra l’altro Goracci. Il 19 febbraio 2013 Rossi venne perquisito, a casa e in ufficio, insieme a Mussari e all’ex dg Antonio Vigni. Un fatto che, aveva confessato agli amici, lo colpì molto (era convinto che presto i magistrati lo avrebbero sentito), anche se non era indagato. Così come lo aveva colpito l’inchiesta su Mps.   La vicinanza con Mussari era nata nel 2001, quando l’avvocato era arrivato alla presidenza della Fondazione. Rossi diventò il responsabile della comunicazione dell’Ente e nel 2006 lo seguì a Rocca Salimbeni, quando Mussari assunse la presidenza della banca. (FirenzePost)  

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