Tragedia all’Università Roma Tre: studente si uccide sparandosi in testa

ROMA – Il prof. Alessandro Ruggieri Rettore dell’università della Tuscia, l’avv. Alessandra Moscatelli Direttore Generale, tutto il personale docente e tecnico amministrativo dell’ateneo viterbese esprimono profondo dolore e vicinanza al prof. Mario Panizza rettore dell’Università Roma Tre  e alla comunità accademica della stessa università per il tragico evento che si è verificato stamane. Al contempo si stringono, nel dolore, alla famiglia del ragazzo che si è tolto la vita nella sede universitaria di via della Vasca Navale.

È arrivato davanti all’ingresso della facolta d’Ingegneria dell’università di Roma Tre, in via della Vasca Navale, ha estratto la pistola e si è sparato alla tempia. Un colpo solo. Quando la polizia e il 118 sono arrivati sul posto non c’era più niente da fare. È morto così, questa mattina, M. M., 26 anni, studente fuorisede di Potenza. Un suicidio che sarebbe legato alla sua carriera universitaria. Stando a quanto accertato dagli agenti del commissariato Colombo che indagano sulla vicenda, il ragazzo era iscritto a Ingegneria Meccanica ed era indietro con gli esami. Forse per questo, avrebbe deciso di farla finita.

Di certo il suo gesto è stato preparato. Il giovane è arrivato in università con la pistola e si è sparato davanti a diversi testimoni. Uno di loro si è sentito male ed è stato portato in stato di shock all’ospedale Sant’Eugenio. La polizia lo ha ritrovato con l’arma ancora stretta nella mano. Dalle prime informazioni sembrerebbe che fosse regolarmente detenuta e forse il 26enne se la sarebbe procurata proprio per il suicidio.

La testimonianza Alcuni studenti hanno assistito agli attimi appena successivi al suicidio del ragazzo. Uno di loro racconta: “Sono uscito dalla sede secondaria, ho preso la macchina con una mia amica per andare in quella principale. Avevo la musica accesa e non ho sentito spari. Quando sono arrivato all’entrata della prima sede, nel cortile con la sbarra, ho visto il corpo di un ragazzo riverso a terra con una chiazza di sangue attorno alla testa. Sono rimasto in macchina ma era a tre metri da me. Ho visto che era già morto. C’erano poche persone, quattro o cinque al massimo. La polizia e l’ambulanza non erano ancora arrivate. Ho chiesto al guardiano cosa fosse successo e mi ha risposto “si è sparato”. Vedevo le mani ed il volto ma non la pistola. Ho avuto paura che gli avessero sparato e me ne sono andato”.

Attività di facoltà sospese “La comunità accademica di Roma Tre, costernata, si stringe attorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi dello studente d’Ingegneria che stamattina si è tolto la vita nella sede di via della Vasca Navale”. Così Mario Panizza il rettore dell’Università degli Studi Roma Tre che, alla notizia della tragedia, si è recato immediatamente sul posto. “Le attività accademiche sono state sospese per tutta la giornata in segno di cordoglio. In un ateneo come il nostro, che vive come un campus, il dolore è tangibile. Siamo tutti attoniti”.

Il cordoglio del ministro dell’Istruzione “Siamo addolorati per quanto accaduto a Roma Tre. Esprimo vicinanza alla famiglia del ragazzo e all’ateneo”. Queste le parole del ministro Stefania Gianni, a margine degli Stati generali dell’esecuzione della pena, dopo il suicidio dello studente di Ingegneria che si è tolto la vita con un colpo di pistola nella sede della Facoltà d’Ingegneria dell’Università Roma Tre.

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