#Tarquinia2017 – Il silenzio degli innocenti (neanche troppo)

Moscherini pubblica il certificato del Tribunale dove si certifica l’assenza di condanne. L’invito rivolto agli altri candidati sindaco (e presunti leader) è caduto nel vuoto. Hanno qualcosa da nascondere? Ranucci c’ha tutte le palestre (o quasi) ma è pronto a costruirsi un Palazzetto

TARQUINIA – A chiacchiere sono anime caste e pie ma quando si chiede loro di far vedere le carte diventano sordi, muti, ciechi e si turano pure il naso. Parliamo dei tanti candidati sindaco in pista per le amministrative di giugno che si svolgeranno a Tarquinia. Di sei candidati che hanno ufficialmente comunicato di scendere in competizione solamente Gianni Moscherini ha prodotto il certificato del casellario giudiziario che attesta, in modo inequivocabile, il suo status nei confronti della legge, non ha mai riportato condanne di alcun tipo: “NULLA“.

Gli altri? Né i candidati a sindaco né tantomeno quelli che si professano leader di presunti movimenti politici hanno messo in piazza la loro posizione della quale non dovrebbero aver così tanta paura. Il certificato costa pochi euro e si rilascia anche nell’arco di un giorno (se lo si vuole).

Niente. Meglio non far sapere niente a nessuno. Eppure qualcuno con qualche macchietta c’è in giro che dispensa perle di saggezza e che professa onestà a 360 gradi. No! Meglio essere omertosi con se stessi e, soprattutto, con i cittadini che ignari, potrebbero affidargli le sorti della città.

Chiuso il capitolo “fedina penale” passiamo a quelle che sono le iniziative dei vari schieramenti.

Di sei candidati, Anselmo Ranucci, Renato Bacciardi, Gianni Moscherini, Ernesto Cesarini e Isabella Alessandrucci, al momento solo Moscherini ha presentato in largo anticipo il proprio programma elettorale. Degli altri, al momento, si conoscono solo alcuni proclami fatti attraverso comunicati stampa o in qualche incontro pubblico ma, di scritto, “NULLA“.

Anzi, nel segreto delle stanze di chi amministra e di chi amminestra, si stanno perfezionando gli ultimi colpetti pre-elettorali con delibere e bandi alquanto sospette/i ma anche di questo riserveremo un bell’articoletto ad alcuni competitor che si stanno accingendo ad abbindolare il popolo che nei loro pensieri sono solo “capre – capre – capre”.

Uno dei proclami più roboanti, al momento, rimane quello fatto dal Re delle Palestra Tarquiniesi, e cioè quello di Anselmo Ranucci detto Memmo.

Tutti sanno la sua passione per il basket, per le squadre giovanili (cioè dove i bambini pagano per praticare lo sport) e soprattutto per la gestione delle palestre locali in collaborazione con la moglie. Orbene, adesso per dare la par condicio anche agli altri sportivi tarquiniesi ha promesso un nuovo palazzetto dello sport.

Pare che da quando Ranucci abbia fatto questo proclamo, ispirato dal profumo delle sue coloratissime e tristissime camelie, nella Città di Tarquinia, c’è stata una vorticosa impennata di vendite di scarpe da ginnastica e tute pluri marche.

Ieri, durante la processione della Madonna di Valverde, quando gli sbandieratori e l’effige portata a spalle dei fedeli si sono fermati a piazza Cavour una cosa ha colpito tutti gli astanti (oltre il freddo), la desertificazione di quella meravigliosa piazza che dovrebbe accogliere i turisti. Di aperto, oltre due o tre piccole attività commerciali il solo ufficio elettorale di Memmo Ranucci.

Sopra di esso, quasi suonasse come funesto presagio, la scritta gialla sulle persiane di un appartamento che una volta era di certo ambito: “VENDESI“.

Il vicino albergo e ristorante chiusi da anni e in vendita da almeno un decennio.

Sopra le finestre del bar IMPERO un’altra triste realtà che sia Ranucci ma anche chi lo ha preceduto non riescono a vedere: “VENDESI“.

Bene, l’eredità di chi ha seminato il nulla è il deserto. Ci dica il buon Mazzola che, pur non avendo un grado di istruzione elevato è comunque uno che i conti nella vita politica li ha sempre fatti bene, quante attività hanno cessato di vivere nel centro storico e quanti appartamenti siano oggi vuoti e messi in vendita.

Questa è la politica che veramente i tarquiniesi vogliono ancora per il futuro dei propri figli?

 

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