Civitavecchia, estate torrida per il lavoro al Porto. La Cilp ricorre alla cassa integrazione per 92 lavoratori

Intanto il presidente dell’AdSP Francesco Maria Di Majo (poco attento a queste cose) se la ride tra un cocktail e l’altro in attesa della prima assoluta dell’autrice e neo regista grillina, Roberta Galletta, alla Rocca (sponsorizzata da Enel)

CIVITAVECCHIA – Prima o poi, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, dovrà togliere la testa da sotto terra come fanno gli struzzi e cominciare ad affrontare le criticità del porto che sta mal governando ormai da mesi.

Mentre gli allarmi si sono susseguiti per mesi e aumentati in queste ultime settimane lui, Di Majo, ha preferito continuare a girogavare per conferenze e parlare di aria mentre a Molo Vespucci le auto della Fiat si sono dimezzate, il traffico merci è in caduta libera e quello passeggeri sta per tornare ad un passato che sembrava ormai dimenticato.

Il presidente di Molo Vespucci aveva cercato di rassicurare gli operatori dell’automotive che si sarebbe adoperato con Grimaldi e con la Fiat stessa per far tornare i traffici ai livelli del suo predecessore.

Probabilmente troppo impegnato nell’organizzare gli eventi legati ai festeggiamenti dell’Imperatore Traiano e disquisendo di massimi sistemi con il nuovo innesto nel comitato di gestione, l’esperto elettricista di gru Francesco Fortunato, non si è accorto che la prima grande società del settore ha predisposto la cassa integrazione per i primi 92 lavoratori.

Durante il cocktail di benvenuto all’apertura dei festeggiamenti di Traiano tra vecchi e nuovi lacché, tra i quali si sono distinti soprattutto i neo potenti seguaci del comico Grillo, sono arrivate le prime contestazioni ufficiali.

I lavoratori della Compagnia Portuale e delle altre società che operano all’interno del porto che oltre al caldo stanno soffrendo una crisi di lavoro eccezionale, hanno disertato l’invito e invitato il presidente di Majo ad affrontare con decisioni i veri problemi che attanagliano Molo Vespucci e non il palco dove si esibiranno gli attori grillini della Galletta.

“Non ci sono due porti, uno che fa festa e l’altro che soffre la crisi”, la protesta di imprese e sindacato. “Verificheremo la situazione della Cilp in settimana, c’è il rischio concreto della cassa integrazione”, ha dichiarato Alessandro Borgioni, segretario generale territoriale della Filt Cgil, che poi punta il dito contro l’Autorità di Sistema Portuale: “abbiamo chiesto più volte un incontro per parlare della situazione occupazionale in porto, ma finora siamo stati ignorati”. 

La crisi dell’automotive ha portato la storica cooperativa portuale ad avviare le procedure per tutte le 92 unità. Il presidente Massimo Soppelsa: “Con la riduzione del 50% del traffico le nostre giornate di lavoro sono drasticamente diminuite”. 

La Cilp parla di una riduzione del traffico del 50%. Cancellati, in sostanza, i treni provenienti dallo stabilimento Fca di Melfi, dirottati a quanto pare a Gioia Tauro.

“Rimangono oggi le auto provenienti da Cassino – ha spiegato Soppelsa – le Alfa Romeo che hanno un ottimo appeal sul mercato americano”. Ma questo non basta. “Un pugno allo stomaco ad inizio luglio – ha aggiunto il presidente della Cilp – abbiamo cercato di tamponare la situazione con i nostri strumenti, ricorrendo a ferie e quant’altro.

Ma oggi non è più possibile continuare così. Qualcosa non ha funzionato tra armatore e porto, le nostre giornate di lavoro sono drasticamente diminuite e quindi, a malincuore, abbiamo attivato le procedure per poter avviare per tutte le 92 unità la cassa integrazione a rotazione; un modo per cercare di non mandare a casa nessuno”.

Soppelsa accenna ad una sofferenza generale a cui occorre porre rimedio, attraverso un serio confronto con le istituzioni. “Abbiamo più volte chiesto incontri con i vertici dell’Authority – ha aggiunto – senza alcun effetto. Non vogliamo perdere alcun posto di lavoro”.

Il problema è che il presidente Di Majo è troppo impegnato con i suoi uffici a cercare i convegni in giro per l’Italia e all’estero dove farsi inserire tra i relatori. La sua passione per la carriera diplomatica rischia seriamente di finire schiantata contro la protesta dei portuali che, come tutti i camalli, quando vedono che qualcuno snobba o irride il loro lavoro, sanno come farsi sentire. 

Per chiudere, vorremmo segnalare al presidente Di Majo di dare uno sguardo a nord, a Genova per la precisione, dove in questo ultimo fine settimana si sono imbarcate per le isole e per l’Africa la bellezza di 61 mila passeggeri con tanto di mezzi al seguito.

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