Negato il Colosseo alla festa islamica del Sacrificio

Colosseo, la Questura vieta la preghiera islamica per “allerta terrorismo”

Niente preghiera al Colosseo per la comunità islamica romana. La richiesta di manifestare il 1 settembre presso l’arco di Costantino, in occasione della Festa del Sacrificio, è stata rigettata. Con una comunicazione di servizio la Questura ha fatto sapere che non sarà possibile per l’associazione bengalese Dhuumcatu ritrovarsi in un luogo così sensibile come l’anfiteatro Flavio. 

 

Le ragioni sono di sicurezza e ordine pubblico, inevitabilmente legate all’allerta attentati, di nuovo alta dai fatti di Barcellona. Si legge infatti sul dispositivo di “possibili criticità per la piena operatività dei dispositivi di prevenzione e antiterrorismo”. 

 

Fortunatamente è stato recepito, il messaggio di pericolosità dell’evento già divulgato dalla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia il 28 agosto che vi rportiamo.

 

Consap : pericoloso ed oltraggioso autorizzare la manifestazione islamica del 1° settembre al Colosseo

“La manifestazione del 1° settembre, indetta nella Capitale da gruppi confessionali islamici, non è opportuno, anche alla luce delle forti tensioni che si sono registrate negli ultimi giorni, che si tenga dinnanzi al Colosseo”.

 

Questa la ferma posizione della Consap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, in relazione all’annunciata manifestazione islamica a Roma.

 

“ Oltre ai concreti pericoli di ordine pubblico in senso lato, con rischio anche di possibili infiltrazioni di individui radicalizzati, per i quali non possiamo come sindacato di Polizia non essere preoccupati – dichiara Stefano Spagnoli, segretario nazionale della Consap – riteniamo che, potenzialmente, per il luogo prescelto, appunto il Colosseo,  l’evento contenga intrinsecamente elementi che potrebbero apparire offensivi e oltraggiosi nel ricordo stesso del sacrificio di migliaia di martiri cristiani.

 

Non soltanto!  – Continua il segretario nazionale –  autorizzare questo evento religioso nell’area del foro, simbolo per eccellenza della vita politica, religiosa, economica e giuridica dell’Impero Romano d’Occidente, a causa della sicura risonanza mediatica che avrà, potrebbe creare un’occasione ghiotta agli islamici estremisti per veicolare un pericolosissimo messaggio di conquista figurata della città eterna da parte dell’Islam con inevitabili conseguenti esaltazioni dei loro adepti.

 

Non a caso nella propaganda dell’Isis, l’immagine di riferimento dei loro video-comunicati è proprio il Colosseo in fiamme!.

 

Quindi – conclude Spagnoli –  ci sono numerose validissime ragioni per cui è auspicabile che lo svolgimento della manifestazione avvenga in un altro luogo della città .”

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