Civitavecchia – Il giudice Marasca obbliga la Procura di procedere all’imputazione coatta per diffamazione nei confronti di Rolando La Rosa

Il consigliere comunale nel settembre 2016 diffamò Pietro Tidei durante un comizio del Movimento 5 Stelle svoltosi a Palermo. Intanto il sindaco Cozzolino dovrebbe richiedere e pubblicare il suo 335 per la gioia dei civitavecchiesi

CIVITAVECCHIA – Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione per il consigliere del Movimento 5 Stelle Rolando La Rosa, denunciato da Pietro Tidei dopo aver ascoltato in video le pesanti accuse a lui rivolte durante un comizio a Palermo organizzato dai grillini. L’ex sindaco e deputato si era opposto alla richiesta di archiviazione e ieri, il giudice per le udienze preliminari, Massimo Marasca, non solo ha accolto l’istanza ma ha chiesto alla Procura di procedere all’imputazione coatta del consigliere.

L’avvocato Ernesto Tedesco, legale di Pietro Tidei, aveva presentato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia una querela per diffamazione nei confronti del consigliere comunale pentastellato, Rolando La Rosa.

Come detto, all’origine della decisione dell’ex sindaco di denunciare l’esponente dei Cinque Stelle, alcune frasi pronunciate da La Rosa nel corso del suo intervento alla festa nazionale dei grillini, svoltasi a Palermo nel week end tra il 24 e 25 settembre del 2016.

Sul palco della manifestazione siciliana, il consigliere comunale di maggioranza fece alcune sue personali considerazioni sul rinnovo dell’autorizzazione ambientale integrata per la centrale di Torre Nord.

Nello specifico, sostenne che la precedente amministrazione comunale aveva consentito ad Enel di bruciare novecentomila tonnellate l’anno in più di carbone, avanzando il sospetto di presunte tangenti.

Considerazioni che l’ex sindaco Tidei ha considerato diffamatorie, dando quindi mandato al suo legale di presentare querela. Ieri l’epilogo della vicenda che finisce con il completare una giornata giudiziaria a dir poco nera per il Movimento 5 Stelle di Civitavecchia.

Dopo il nostro articolo sul sindaco Cozzolino indagato su HCS e CSP quest’ultimo si è lasciato andare a commenti coloriti sul suo profilo facebook.

Consigliamo al sindaco, che dovrà rispondere di quanto dichiarato, di mandare uno dei suoi tanti legali presso la cancelleria del Tribunale e richiedere un certificato Ex Art. 335 c.p.p. (iscrizione registro notizie di reato) e poi di pubblicarlo integralmente per la gioia dei suoi sostenitori.

Da quel certificato uscirà un numeretto di RGNR (Registro Generale Notizie di Reato), più precisamente il 6057/17 dove è specificato anche il presunto capo di imputazione per il quale la Procura, o meglio il sostituto procuratore Gentile sta indagando.

Lo faccia sindaco prima di scrivere o dire stupidaggini come le capita di sovente in queste ultime settimane.

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