Santa Marinella ha sfiduciato la politica non Bacheca. Pirozzi uomo a capo di un popolo che ha deciso di reagire

L’ex sindaco fa il pieno al Sunrise Ranch dove ha accolto, insieme ad oltre 400 persone, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, candidato alla presidenza della Regione Lazio con la Lista dello Scarpone

SANTA MARINELLA – La prima cosa che viene in mente rivedendo a freddo immagini e video è che negli ultimi avvenimenti che hanno caratterizzato il mandato dell’ormai ex sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca, ad essere sfiduciata è stata la vecchia politica.

Sì perché nell’arco di due giorni si sono vissuti due avvenimenti simili ma sproporzionati tra loro. Forza Italia che inaugura la nuova sede con poco più di 20 persone e la presentazione della candidatura di Roberto Bacheca al consiglio regionale con un vero e proprio bagno di folla.

Il tempo delle recriminazioni è già alle spalle così come presunte vendette o lotte trasversali. L’obiettivo è quello di mandare a casa il vecchio modo di interpretare la politica e guardare avanti. Al fare. Come ha più volte affermato Pirozzi in queste prime settimane di campagna elettorale non si è scesi in campo per dare consigli ma per trovare soluzioni. Quelle soluzioni lontane dalla politica delle poltrone ma vicina alla gente che ha seri problemi, di ogni sorta, tutti i giorni.

Ovvio che l’ex Sindaco di Santa Marinella ha approfittato di quel calore per togliersi qualche sassolino dalle scarpe ma è stata solo una parentesi perché con Pirozzi non c’è tempo per le chiacchiere e facendo un parallelismo con il dovuto rispetto per chi ha perso tutto in quel di Amatrice (persone care, abitazioni e lavoro) l’Italia intera è diventata una nazione di macerie da togliere dove tutto è da ricostruire.

 

Sergio Pirozzi, come suo stile, non cerca, non vuole e non farà polemiche con nessuno. Parla del suo progetto e della sua idea Lazio:

“Due Sindaci su questo palco, due persone che lavorano per la propria gente. Ecco perché indosso gli scarponi. Grazie a loro sono saldamente ancorato a terra, a contatto con la gente e con i problemi reali. La Regione ha completamente dimenticato alcuni territori, quelli marginali, le periferie di Roma e le città di confine. E’ nostro dovere dare nuova dignità a questa gente. Basta con la vecchia politica, coi vecchi metodi: torniamo a lavorare con passione e non per tornaconto personale. Noi andremo avanti per la nostra strada, senza sentirci addosso l’obbligo di vincere. Ve lo assicuro, ha concluso Pirozzi: in questi tre mesi che ci separano dalla tornata elettorale ci spaccheremo la schiena per far capire alla gente qual è il nostro modo di concepire il cambiamento. La nostra sarà un’onda che abbraccerà tutti i territori. Se i partiti del centrodestra saranno al nostro fianco saremo felice, ma il linguaggio lo detteremo noi”.

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