Civitavecchia – La PAS nomina Vincenzo Conte direttore tecnico al posto di Nitrella anche se indagato per traffico illecito di rifiuti con Lazio Ambiente

Ufficiale dei carabinieri ed ex consigliere comunale a Frascati è attualmente dirigente sulle tematiche ambientali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e si occupa dell’8X1000 per la “fame nel mondo”

CIVITAVECCHIA – Per prima cosa vorremmo sfidare chiunque di voi lettori ad individuare l’avviso pubblico per l’assunzione di un direttore tecnico al posto del “cacciato” Nitrella pubblicato dall’Autorità di sistema portuale del tirreno centro settentrionale e dalla Port Authority Security. C’è una stringa ma niente più. Bene. A questo bando partecipano in due. Il pluridecorato, in fatto di incarichi di livello, dottor Vincenzo Conte e l’avvocato di Civitavecchia Matteo Mormino.

Questo che vedete riprodotto sotto ci è stato gentilmente concesso dagli uffici dell’AdSP di Civitavecchia e vale la pena leggerlo:

 

avviso pubblico direttore tecnico pas.compressed

 

C’è il passaggio sul rapporto di parentela che oltre a far ridere chi lo legge lo ritiene, al tempo stesso, veramente una clausola “razzista”. Addirittura si arriva fino al quarto grado compreso. Chissà di chi avevano paura presentasse la propria candidatura quelli che hanno preparato il bando.

Certo, l’attuale amministratore, il generale in quiescenza Saccone, essendo un grillino ha sicuramente messo in piedi un bando anti tutto, soprattutto anti indagati, sia mai. Anche su questo se c’è un avvisuccio, anche piccolo piccolo va messo nero su bianco. Giusto!

Andiamo avanti. L’unico documento visibile per la prima volta sui siti della trasparenza è quello che riguarda la costituzione della commissione giudicante e cioè questo:

 

commissione_valutazione_pas

 

Non vogliamo aggiungere altro anche se la figura di Risso, visto i suoi trascorsi in Regione Lazio e la sua posizione nell’organo di controllo ci sembrano, a prima vista, leggermente incompatibili.

Poi esce, finalmente, la nomina. 

ECCOLA

 

Procedura selettiva per curriculum

 

Come potete notare è riportato il perché dell’esclusione dell’avvocato Mormino. Non ha dimostrato di aver lavorato per cinque anni consecutivi e non aveva specificato se aveva parenti, lontani o vicini, che in qualche modo avevano a che fare con l’Authority.

Non è ancora stato pubblicato il curriculum del dottor Vincenzo Conte sul sito dell’ente e della PAS ma sui siti online se ne trovano a bizzeffe come si può trovare anche il suo decreto di nomina presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che scadrà nel 2019. 

ECCOLO

 

incarico pcm Vincenzo Conte

 

Non c’è che dire. Un incarico di tutto rispetto, come quello ottenuto sempre all’inizio di quest’anno di Presidente della Commissione per la valutazione tecnica degli interventi presentati ai fini dell’ammissione alla ripartizione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale per l’anno 2017, relativi alla categoria “FAME NEL MONDO“.

E’ stato nel 2017 anche Presidente della Commissione per la valutazione tecnica degli interventi, ai fini dell’ammissione alla ripartizione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale per l’anno 2016, rientranti nella tipologia “Conservazione dei beni culturali”.

Non dimentichiamoci poi l’incarico di amministratore delegato di Lazio Ambiente dove, nel 2014, è finito nel mirino della Procura di Roma.

Lazio Ambiente è la società a socio unico della Regione Lazio che gestiva la discarica di Colle Fagiolara e che fu oggetto di ordinato dal Gip di Roma Massimo Battistini.

Furono emessi due avvisi di garanzia agli indagati e cioè Vincenzo Conte Legale Rappresentante di Lazio Ambiente Spa e Ezio Pigliacelli, di Veroli in qualità di presidente del Consiglio di Amministrazione della Autotrasporti Pigliacelli S.p.A.

“In concorso tra loro e con attività continuative organizzate, senza autorizzazione (abusivamente) effettuavano all’interno del sito di discarica RU di Colleferro, Località Colle Fagiolara, una operazione di “trasferenza” dei rifiuti avanti CER 200301, i cui ingenti quantitativi non risultano tracciati sul registro di carico e scarico della società medesima, per poi inviarli a trattamento”. I reati sarebbero stati commessi fino al settembre 2014.

 

Il 20 aprile dello scorso anno, il pubblico ministero che ereditò l’inchiesta, Alberto Galati, inviò il 415 Bis agli indagati.

Traffico illecito di rifiuti. Per questa accusa la Procura di Roma ha chiesto il processo di 4 persone coinvolte in un’inchiesta su un abusivo scarico di rifiuti nella discarica di Colleferro, in località Colle Fagiolara.

In particolare il pm Alberto Galanti chiede il rinvio a giudizio di Vincenzo Conte, legale rappresentante della “Lazio Ambiente spa” società che gestisce la discarica; Ezio Pigliacelli, presidente del Cda della “Autrotrasporti Pigliacelli spa”; Domenico Spaziani Testa, amministratore della società M.Eco.Ri.S con sede a Frosinone; e Raffaele Forgione, legale rappresentante della società “Isotras” con sede a Fiumicino.

Vincenzo Conte

Secondo l’accusa, nella discarica, dal settembre al dicembre 2014, ci sarebbe stata un’operazione di “trasferenza” di rifiuti indifferenziati, non tracciati sul registro di carico e scarico, per essere poi avviati al trattamento ad Aprilia, pressi gli impianti della società “Rida Ambiente”. E ciò, secondo quanto accertato dal pm Galanti, al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nel proseguire l’attività di ricezione dei rifiuti solido urbani senza passare prima per il trattamento presso uno stabilimento a ciò autorizzato ad una tariffa più alta rispetto a quella praticata da “Rida Ambiente” con corrispondente danno per la Regione Lazio, che si assumeva l’onere economico della differenza.

Chissà se di questa cosa l’ufficiale dei carabinieri aveva dato notizia alla Commissione o al suo ex collega dell’Arma generale Umberto Saccone in questi giorni in piena campagna elettorale per il Movimento 5 Stelle.

Lo si potrà scoprire con un semplice accesso agli atti che, siamo convinti, sarà fatto dall’avvocato Matteo Mormino appena leggerà questo articolo.

Il forno delle poltrone messo in piedi dal presidente Maria Francesco Di Majo e dal suo fedele Ivan Magrì, non riesce a sfornare una sola nomina col buco.

 

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