Tarquinia – Saluto fascista nella stanza di Catini (Forza Italia), il vicesindaco si dice estraneo ma spuntano altre foto

Il sindaco annuncia esposti alla Procura anche su indicazioni del Prefetto ma, nel frattempo, il capo del commissariato Fabio Zampaglione avrebbe già avviato le indagini

TARQUINIA – Il vicesindaco Manuel Catini in quota Forza Italia, nella cui stanza sono avvenuti gli scatti incriminati, si sarebbe detto estraneo alla vicenda. Forse Jacopo Bonini (l’amico di Catini immortalato con il braccio teso) dovrà spiegare come sia entrato in quella stanza, come abbia trovato la fascia e, soprattutto, chi è l’autore dello “storico” scatto.

Tutto questo avviene mentre il sindaco si sbriga a assolvere urbi et orbi il suo vice Manuel Catini non a caso ribattezzato “er fascetta” per la sua passione dei selfie con la fascia tricolore simbolo di Governo del popolo di Tarquinia.

Interessante articolo su come utilizzare e, soprattutto, rispettare quel tricolore che si porta sulla spalla lo si può leggere su internet in tutte le salse (anche qui).

Torniamo però alla vicenda di Jacopo Bonini e quella sciagurata immagine che ha fatto tanto clamore.

Mentre si cerca in qualche modo di sminuire la gravità del gesto emergono altri particolari, o meglio, altre fotografie. Sembrerebbe infatti che, Anselmo Ranucci, il consigliere comunale d’opposizione del PD che per primo ha pubblicato quello scatto, sarebbe in possesso anche di altre fotografie immortalate quello stesso giorno dall’allegra brigata di amici che erano andati a trovare il vicesindaco Catini.

Già, ulteriori scatti in attesa di essere mostrati dopo le versioni ufficiali che vorrebbero trasformare “er fascetta” quasi a vittima di questa vicenda. Nel frattempo il commissariato ha attivato l’ufficio politico della Digos e coordinato le indagini attraverso il dottor Fabio Zampaglione che dovrebbe trovare le prove e gli autori della bravata molto rapidamente.

Tutta questa anarchia interna al Comune di Tarquinia e, soprattutto, questa totale mancanza di controllo ed ordine, lo si deve anche alle precarie condizioni di salute in cui versa il sindaco Pietro Mencarini.

Jacopo Bonini

Dal momento delle elezioni ad oggi non sono passati neanche 8 mesi e Mencarini è passato dallo zoppicare leggermente al deambulatore perché ha difficoltà sia a camminare che a stare in piedi. Una situazione che sta preoccupando amministratori e cittadini ben consapevoli del fatto che il sindaco è praticamente a mezzo servizio e anche meno. In questa situazione di perenne assenza dagli uffici e dalle manifestazioni pubbliche, per le ragioni sopra esposte, qualcuno del suo entourage ha accellerato le manovre per sostituirlo quanto prima (magari facendosi pure qualche selfie dietro la sua di scrivania).

Siamo convinti che il sindaco Mencarini, al quale va tutta la nostra solidarietà e un augurio di pronta guarigione, si trovi difronte a due strade facilmente percorribili.

La prima ritirare le deleghe a Manuel Catini, ridimensionarlo e punirlo per l’estrema vivacità e leggerezza con la quale ha pensato di gestire la cosa pubblica, dimenticandosi di essere il suo vice e quindi mancandogli di rispetto.

La seconda, invece, potrebbe essere quella più semplice e cioè dimettersi e dedicare il tempo alla sua salute e alla sua azienda visto che la “fascia” da quando l’ha ottenuta, meritatamente perché assegnata dal popolo, gli ha causato più problemi che gioie.

Anche Enrico Panunzi, neo rieletto consigliere regionale è intervenuto sulla vicenda inviando una nota alla stampa.

“Pensavo fosse un pesce d’aprile, ma la realtà ha purtroppo superato ogni immaginazione”.

Così il consigliere regionale Enrico Panunzi, commenta l’episodio del saluto romano fatto da un uomo con indosso la fascia tricolore, nella stanza del vicesindaco di Tarquinia.

“È intollerabile quello che è avvenuto – prosegue Panunzi -. Il fatto denota assoluta assenza di rispetto verso le istituzioni e totale ignoranza nella conoscenza di un periodo, quello fascista, tra i più drammatici della storia italiana contemporanea. Mi auguro che quanto prima sia fatta luce sull’accaduto e le autorità competenti prendano provvedimenti adeguati”. 

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