La nuova vita di Sant’Angelo di Roccalvecce raccontata dalla street artist Tina

Quando l’arte serve a rinnovare non solo i luoghi, ma anche gli animi…

VITERBO – Sant’Angelo di Roccalvecce, circa cento abitanti per il piccolo paese situato sulla Teverina a quindici chilometri da Viterbo. Un borgo piccolo piccolo, dove tutto è calma e pazienza, senza negozi, bar, banche e supermercati, il mondo delle favole verrebbe da pensare, il luogo dove sparire dal mondo. Ebbene sì, Sant’Angelo, da meno di un anno è ufficialmente “Paese delle Favole”, grazie all’Acas di Gianluca Chiovelli, associazione culturale che si è prefissa di far rivivere questo borgo dimenticato proprio attraverso la rappresentazione delle fiabe più note e conosciute utilizzando l’arte dei murales.

Ed ecco allora comparire, appena si accede al viottolo di strade tufacee, una gigantesca “Alice nel Paese delle meraviglie” alle prese con il suo Bianconiglio….

Il progetto nasce per dare riscatto a Sant’Angelo– ci racconta Tina Loiodice, mentre armeggia con i pennelli arrampicata sul suo cavalletto. – E’ lei l’ artista che sta realizzando questo sogno – dalle seicento persone che ci abitavano qualche anno fa siamo passati a circa cento, bisognava assolutamente avere un’idea che lo “rivitalizzasse”, così quando mi ha contattato Chiovelli, dopo aver visto un mio lavoro a Primavalle, ho appoggiato in pieno la sua idea.

Quando sono venuta a fare il sopralluogo, mi sono precocemente innamorata del posto, tanto che ho dato la mia immediata disponibilità ad iniziare a lavorare”.

La osserviamo mentre sta completando Don Chisciotte, il cavaliere errante di Cervantes.

La mia passione per i murales nasce nel 2015, proprio con il progetto di Primavalle a Roma. Un fenomeno quello della street art che nella capitale è scoppiato da qualche anno.

Dopo il liceo artistico ho iniziato a frequentare architettura, ma ho preferito dare più spazio all’arte, ho una galleria a Trastevere che si chiama Spazio 40 dove ospitiamo collettive, personali d’arte e vernissage.

GUARDA LA GALLERY

Questo è il settimo dipinto, ormai la conoscono tutti in paese, ma con il primo come è andata?

All’inizio c’è stata un po di reticenza da parte degli abitanti, quando ho fatto Alice ho cercato di farla accettare inserendo i volti di alcuni bambini del paese, dopo questo si sono entusiasmati ed ora fanno a gara ad offrire le loro pareti.

Si può scegliere il soggetto?

Quelli che si realizzano con l’associazione sono soggetti già decisi chi lo desidera può scegliere tra una rosa di possibilità, di solito i proprietari mi lasciano libera di scegliere il soggetto, come questo che sto ultimando.

Chi invece vuole che privatamente realizzi un murales può scegliere il disegno che preferisce.

La piccola fiammiferaia, per esempio, è stata la richiesta specifica di una signora che ha voluto avesse il volto della propria nipotina.

Ci sono altre realtà in Italia, dove interi paesi sono “affrescati”?

C’è Valogno, frazione di Caserta dove addirittura è nato il pranzo condiviso, che vuol dire invitare i “turisti” a mangiare con i residenti: allo stesso tavolo, nella sala di casa, accanto al fuoco del camino, poi c’è  Diamante, dove è nato il Festival di Street Art, e tanti altri posti.

Hai mai fatto un lavoro a quattro mani?

No, ma mi piacerebbe, vorrei una collaborazione di tutte donne per rappresentare “La Città delle Dame” libro del ‘400 di Christine de Pizan, prima scrittrice di professione riconosciuta in Europa, in cui sono elencati esempi di donne virtuose e importanti nella storia dell’umanità.

Un elogio al femminismo attraverso la storia di donne. Quelle donne che vorrei rappresentare sui muri.

E dopo Don Chisciotte quale sarà il prossimo romanzo ad essere dipinto ?

Il disegno che sto per iniziare mi è stato commissionato da una signora israeliana che ha una casa qui a Sant’Angelo, dove si ferma quando non è in giro per il mondo, mi ha chiesto di dipingere per lei “Il Brutto anatroccolo”,  perché così si è sentita per gran parte della sua vita, all’interno della sua famiglia, prima di riuscire a volare. Inoltre sto lavorando per l’associazione “Fuori la stanza” fondata dai genitori di un ragazzo disabile, che ama dipingere, insieme affrescheremo il muro di un parco del quindicesimo municipio di Roma.

Attraverso i murales porteremo il messaggio di “uscire fuori”, e non stare mai rinchiusi dentro sé stessi. Condividere per stare bene.

Lei, Tina, da novembre 2017 ad oggi ha trasformato il piccolo paese, da cui lei stessa è stata trasformata “Dalla distanza iniziale, ad oggi, è nato un mondo, non sono entrata solo nelle loro case ma anche nei loro cuori. La stessa cosa è accaduta a me, che sono rapita da questo posto e dall’affetto di tutti”. Chi passa la saluta, mentre Elia, la proprietaria della casa di “Don Chisciotte”  le ha già preparato il pranzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *