Viterbo – Gli investigatori: ”Era dietro il bancone vicino alla cassa, a terra una striscia di sangue”. Città sconvolta dall’episodio

Secondo alcune voci ancora non confermate gli inquirenti sarebbero sulle tracce di un uomo, giovane, di origini domenicane

VITERBO – Il sangue era ovunque nel negozio di Norveo Fedeli: ai piedi del bancone e lungo tutto il pavimento della storica boutique dei jeans di via San Luca, nel quartiere San Faustino, nel cuore del centro storico di Viterbo. L’omicida ha trascinato il corpo del 74enne dalla cassa, dove lo avrebbe colpito con uno sgabello di ferro, a un appendiabiti mobile dietro al quale lo ha nascosto. Forse, per evitare che il cadavere si vedesse dall’esterno. Quando i poliziotti della squadra mobile, che stanno conducendo le indagini coordinate dalla pm Eliana Dolce, sono entrati nella jeanseria, hanno trovato Fedeli in una pozza di sangue. Prono e con il cappotto addosso, aveva delle ferite sulla parte sinistra della testa.

“Ho visto la striscia di sangue dietro il bancone e non ho avuto il coraggio di avvicinarmi, ho chiamato aiuto’’, ha raccontato l’operaio. Norveo Fedeli persona molto metodica e metodica.

Alle 13 in punto di ogni giorno lavorativo, chiudeva il negozio e tornava a casa. La sua abitazione proprio difronte alla sua attività.

La parrucchiera che si trova a pochi metri dal negozio di jeans ha chiamato subito la moglie dell’uomo che, in quel momento fuori Viterbo, era preoccupata per il fatto che non il marito non le rispondeva al telefono.

La porta a vetri era socchiusa. “Abbiamo trovato tutto a soqquadro – dice l’operaio che è stato il primo a dare l’allarme – poi mi sono sporto al di là del bancone dove c’è la cassa è ho visto una striscia di sangue. Tanto sangue. Non ho visto il cadavere, ho avuto paura e abbiamo dato l’allarme’’.

Le indagini affidate alla Squadra Mobile, diretta da Gian Fabrizio Moschini.

Il caso affidato al pubblico ministero, Eliana Dolce.

L’ipotesi più accredita è quella della rapina finita male anche se non si escludono altre piste.

Acquisiti i filmati delle telecamere a circuito chiuso della zona.

Gli inquirenti hanno trovato del fango sul cranio della povera vittima, forse l’impronta di uno scarpone. Inoltre il cellulare che si pensava sparito o rubato della vittima è stato trovato in strada sul retro del negozio.

Secondo alcune voci ancora non confermate, gli inquirenti avrebbero incentrato le ricerche su un giovane uomo sudamericano, forse domenicano. Quella zona di Viterbo è piena di stranieri, in particolare via Emilio Bianchi e via della Pettinara. Molti domenicani si sono resi protagonisti di episodi di violenza in passato. La polizia, anche se non conferma, starebbe già sulle tracce dell’uomo che, sentendosi braccato, potrebbe tentare di lasciare la città.

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