Viterbo – Quanto costa l’integrazione? Casapound continua a chiedere spiegazioni

Viterbo – Quasi tutti i numeri dello Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, snocciolati nell’ incontro di qualche giorno fa, voluto da Casapound, per far conoscere ai cittadini come e quanto costa l’integrazione degli immigrati nella nostra provincia. Jacopo Polidori, consigliere comunale di Vallerano, durante l’ incontro aveva già fatto presente che, dopo dieci mesi dalla richiesta all’Arci di Viterbo, la documentazione in merito ai dati Sprar non fosse ancora completa . “Eppure hanno il dovere di rispondermi come io, in qualità di consigliere comunale, ho il dovere di far sapere ai cittadini come i soldi pubblici vengono spesi”, aveva concluso il consigliere, che oggi, torna a chiedere ciò che gli/ci, spetta, attraverso la seguente nota:

“L’articolo 43 del T.U.EL. parla chiaro: “I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge.”

Sono convinto, ormai, che in tanti non vorrebbero che usassi questa mia carica per tutelare e difendere i cittadini, per mettere naso e bocca dove secondo loro non mi compete. Perché a loro incauto e superficiale dire CasaPound Italia è un movimento eversivo, che non dovrebbe aver modo di esprimersi.
A volte però si cade nel paradosso, perché è proprio la “loro” legge (267/2000) e la “loro” Costituzione che legittimano la mia autorità ad espletare quanto prevede la mia carica.

Ho letto che qualcuno non vorrebbe giustificare proprio nulla. Oltre ad essere fuori dalla legalità, ove dovesse mettere in atto quel che ha predicato se ne assumerà ogni conseguenza nelle sedi opportune: ogni carica istituzionale va rispettata nei termini in cui essa rappresenta lo Stato. Leggo affermazioni vergognose, indegne.
È proprio la legge che impone sia a me che al mio gruppo consiliare di esercitare in pieno il mandato conferitomi. Quello stesso mandato che mi ha permesso di ottenere la documentazione del progetto SPRAR che interessa il mio ente, progetto di cui ho il dovere morale ed etico di divulgare le falle emerse finora.

Piuttosto, ieri sono riuscito a reperire in Comune la risultanza di una visita di monitoraggio risalente ad aprile 2017 effettuata dall’Arci e sono uscite fuori cose interessanti.
Come ad esempio il fatto che una famiglia sia stata per ben 4 anni presso il CARA di Castelnuovo di Porto senza che almeno gli adulti si fossero preoccupati di imparare a parlare o almeno comprendere l’Italiano -e non che non ce ne sia modo, specie nei centri di altre dimensioni.
A quanto risulta la signora era malata ed ha dovuto sostenere una moltitudine di visite specialistiche, accompagnata ovviamente, ma non si è resa mai disponibile a frequentare neppure un corso base di lingua.
Nel monitoraggio di questo nucleo familiare si parla chiaramente di situazioni di forte resistenza all’integrazione.
L’altro caso emerso narra invece di un nucleo composto da due figli di cui un minore, con la signora all’ottavo mese di gravidanza. Il nucleo si è ritrovato nel progetto di Vallerano in seguito a un ricongiungimento familiare dopo più di 5 anni.
Il marito, che era stato inserito in un progetto per uomini singoli (che non si capisce bene cosa sia), aveva un disagio di adattamento e data la sua situazione il suo percorso di integrazione era a rischio.
Solo cose belle!
Perché non se ne vuole parlare mai delle difficoltà a volte insormontabili insite in questi progetti ma deve sembrare sempre tutto rose e fiori?

Gli italiani che pagano DI TASCA LORO questi progetti hanno il diritto di sapere e noi, gli amministratori, il dovere di farli conoscere.

Per concludere, ieri sera ho inviato un’ennesima PEC al mio Comune per sollecitare tutta la documentazione inerente almeno al 2016, monitoraggi e relazioni comprese.
Al contrario di qualcuno che non vorrebbe giustificare nulla, la legge dice tutt’altro.

So perfettamente quali sono i miei diritti e doveri e farò tutto ciò che è in mio potere per espletarli, nel nome del popolo italiano e della sovranità popolare “.

Jacopo Polidori, consigliere comunale e capogruppo di opposizione CasaPound Italia.

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