Viterbo – Due arresti per usura, estorsione e spaccio. Vittime terrorizzate

Soldi e gioielli durante la perquisizione. L’importo  dei reati contestati supera i 200 mila euro 

Viterbo – Nella mattinata odierna, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, la Squadra Mobile della Questura di Viterbo ha proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Viterbo nei confronti di due cittadini residenti nella Tuscia: per il più anziano dei due, di 55 anni, è scattata la custodia in carcere, mentre il più giovane, 38 anni di età, è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Il procuratore capo Auriemma: “I due sono entrambi indagati per i reati di “usura ed estorsione continuate in concorso”, nonché il primo anche per “esercizio abusivo del credito”, ed il secondo per “detenzione di stupefacente ai fini di spaccio”. All’atto della perquisizione compiuta nella proprietà immobiliare del soggetto destinatario dell’ordinanza di custodia in carcere si è proceduto all’individuazione ed al contestuale sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di € 10000 contanti più 5 orologi di notevole valore commerciale, beni occultati all’interno della proprietà dell’indagato.
Si è arrivati all’esecuzione delle predette misure all’esito di una lunga ed accurata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo e portata avanti con notevole professionalità ed efficacia dal personale della Squadra Mobile della Questura di Viterbo che ha un compendio probatorio particolarmente significativo sotto il profilo narrativo e documentale.
L’attività illecita ipotizzata coinvolge una quantità di vittime facenti parte del tessuto economico-produttivo locale e non si esclude il coinvolgimento di ulteriori persone offese.
L’importo delle somme oggetto dei reati contestati appare particolarmente significativo, superando la somma di 200.000 euro.
Anche le attività estorsive – compiute con modalità tali da incutere estremo timore nelle vittime, ridotte in condizioni di terrore e di prostrazione psicologica, conclude la nota – appiano segno evidente della particolare attitudine criminale degli indagati. L’attività degli inquirenti non si ferma all’esecuzione delle misure in argomento, ma al contrario procede con specifico focus sullo stato patrimoniale dei personaggi a vario titolo coinvolti nella vicenda e sulla presenza di ulteriori vittime di reati analoghi a quelli ipotizzati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *