Tarquinia – Daniele Dezi: l’arte della danza tra torte alla crema, carbonare e Palazzo Sacchetti

Il pasticcere-ballerino ha aperto due bar, un ristorante e una società di servizi che sta lavorando nel mondo dell’edilizia pubblica e privata. Il nuovo magnate del paese con fatturati da capogiro

TARQUINIA – Daniele Dezi è molto conosciuto a Tarquinia. Abile ballerino, istruttore di danza con la prestigiosa scuola Royal Talent Accademy. Royal, un nome che affascina molto il ballerino tarquiniese tanto è vero che, la società che gestisce i due bar pasticceria (uno a Civitavecchia) e il ristorante, sono a nome della della società Royal sas di Daniele Dezi ovviamente.

Dopo varie lotte con alcuni precedenti sindaci per una tettoia che sembrava tarpargli le ali dove si trova la sua prima attività ecco che, all’improvviso, l’estroverso e poliedrico Dezi diventa il fornitore esclusivo, o quasi, della pasticceria fresca che si trova esposta sui banchi dei supermercati Coop, mica pizza e fichi.

Tra un giro di valzer e colpi di frusta su creme chantilly e zabaione, magicamente e all’improvviso, divampa l’amore per l’edilizia residenziale e anche non. 

Modellare una torta con la paletta o ristrutturare la facciata di un palazzo con una cazzuola non è proprio la stessa cosa ma, l’abilità e l’esperienza nel montare e guarnire torte fa sì che, il giovane “tippetappista” di Tarquinia, possa superare ogni difficoltà.

 

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Sia ci fosse da montare la panna e nel contempo impastare la calce con la sabbia.

Da pochi mesi, infatti, ha costituito una piccolissima società edile che predilige restauri, la D.R. Servizi, con un capitale sociale di appena mille euro (al momento dovrebbero bastare).

Questa società, pur non avendo alcun tipo di esperienza e un capitale sociale risicatissimo, pare abbia già iniziato a lavorare alla grande. Roba da far impallidire veterani del mattone come i Lenzo o il geometra Guarisco.

Daniele Dezi maestro di danza, pasticcere e impresario edile

Ci giunge notizia che abbia già svolto dei primi brillanti lavori a Palazzo Sacchetti. Un Palazzo con oltre 500 anni di storia dove, per metterci le mani, oltre alla grande esperienza, devi avere delle belle assicurazioni a supporto dei danni che si potrebbero, pur non volendo, procurare.

L’edificio probabilmente già esisteva dal 1502, la proprietà era di Domenicangelo Pietro Mezzopane. In seguito, tramite un matrimonio, ne vennero in possesso i Ciglioni, nota famiglia tuscanese.

Soltanto attorno al 1633 divenne proprietà della famiglia Sacchetti.

In seguito gran parte dell’edificio fu ceduto alla Curia con un atto di donazione mentre la famiglia Sacchetti conserva ancora oggi la proprietà dell’immobile a sinistra della facciata principale. 

Il fatto che il pasticcere-ballerino abbia iniziato a fare questi primi lavori proprio lì, ha suscitato l’interesse della città. Finalmente la Curia ha deciso di mettere a posto il Palazzo decisamente malmesso.

Abbiamo quindi raggiunto telefonicamente l’economo del vescovado, cioè don Diego Pierucci che ci ha confermato, finalmente, l’inizio dei lavori.

“Sì, è vero, abbiamo deciso di iniziare i lavori. Per il momento ci siamo concentrati nel ripulire il piano terra e le cantine. Abbiamo mandato alla Soprintendenza il progetto a firma dell’architetto Giovanni Federici e, una volta ottenute le autorizzazioni inizieremo i lavori”.

Sulla destinazione futura di Palazzo Sacchetti, don Diego è stato più criptico: “Abbiamo in mente di farci tre o quattro attività. Aspettiamo prima le autorizzazioni e poi potremo rendere nota la destinazione d’uso finale”.

Le parole di don Diego ci hanno stuzzicato e quindi abbiamo ritrovato una vecchia delibera del Comune di Tarquinia, a firma dell’allora sindaco Mauro Mazzola e le volontà dell’allora Vescovo Carlo Chenis sulla destinazione di quegli ambienti, in questo documento potete leggere in modo chiaro quali:

 

accordo comune diocesi palazzo sacchetti

 

Il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, da poco insediato, aveva scritto una lettera all’attuale vescovo della Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, S.E. monsignor Luigi Marrucci che, a quanto ci è dato sapere, ad oggi, ancora non ha risposto.

 

D.R. service Tarquinia 23.01.2020

 

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