Montefiascone – L’assessore Ceccarelli elenca le opere portate a termine, quelle in itinere e quelle in progettazione. Spettacolo a 360 gradi

MONTEFIASCONE – Dopo le tante secchiate d’acqua sporca ricevute da qualche membro dell’opposizione e da parte di qualche giornalista “partigiano”, l’assessore all’urbanistica Massimo Ceccarelli ha convocato una conferenza stampa per elencare i lavori da lui portati a termine nel periodo in cui ha ricoperto ruoli istituzionali.

Nell’elencare l’enorme elenco di lavori andati a buon fine, con buona pace anche per chi non soffre di orchite, è apparso in modo palese come, in una circostanza succulenta come questa, alcuni giornalisti abbiano preferito darsele a gamba e non affrontare il nemico. Eppure alla fine della sua illustrazione, lodevole per impegno e sacrificio, abbiamo avuto l’opportunità di incalzarlo a dovere. Un’opportunità golosa come quello di “andar per cicoria nei campi della Piera” dicono a Montefiascone.

Insomma, alla fine della fiera, l’unica cosa saggia uscita da questo incontro è stata la mozione di fiducia da parte di un collega che auspica la messa in funzione di una cannella d’acqua farraginosa dove creare una sorta di piccola Fiuggi e far arrivare decine di migliaia di turisti a bere acqua per poi aumentare l’indotto sanitario per eliminare calcoli renali.

Insomma non c’è che dire. Ceccarelli batte denigratori con il classico punteggio tennistico (6-0 6-0).

Già perché anche sui campi da tennis al coperto ha ragione l’assessore, vanno fatti. Come c’è bisogno del porto, della pista ciclabile, del villaggio dei pescatori, dell’asfalto a via Dante Alighieri, della messa in sicurezza delle scuole, dell’illuminazione pubblica, del depuratore, della pulizia del fosso al Giglio Vecchio o quella alla Madonnella.

Insomma, tante cose fatte, tante cantierabili e tante altre già su carta. Manca, questo sì, comunicazione con l’esterno. Potrebbero ripristinare il contratto da 2mila e 500 euro al mese che, per cinque anni, è stato ad appannaggio del collega Michele Mari. Ecco perché funzionava la comunicazione quando c’era Cimarello. Un professionista della comunicazione pagato a dovere. Adeguatevi…

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