Montefiascone – Gianfranco Riti, artigiano falisco e attivista M5S minaccia di morte Matteo Salvini, Giorgia Meloni e per Berlusconi si affida a Dio

Il leader della Lega mostra su Facebook il delirante pensiero: “Sapete come si risolve il problema cazzaro verde? Una pallottola al centro della fronte e passa tutto anche alla sua amica pesciarola. A Berlusconi di pensa Dio”. Il Gruppo dove ha scritto replica: “Noi solo vittime incolpevoli di uno smidollato già espulso dal M5S di Montefiascone…”

MONTEFIASCONE – In Italia il post dell’artigiano ceraminista Gianfranco Riti ha fatto molto clamore. Soprattutto dal momento in cui l’ha ripreso il leader della Lega Matteo Salvini. L’artigiano, partecipando ad un dibattito sulla pagina Facebook degli attiviti del Movimento 5 Stelle di Sacile si è lasciato andare ad un commento spaventoso: “Sapete come si risolve il problema cazzaro verde? Una pallottola al centro della fronte e passa tutto anche alla sua amica pesciarola. A Berlusconi di pensa Dio”.

La cosa non è sfuggita a Matteo Salvini che l’ha ripresa sul proprio profilo condannando le parole sciagurate di questo individuo che adesso ne dovrà rispondere. Non solo. Nello stesso commento minaccia di morte anche Giorgia Meloni definendola “pesciarola” e Berlusconi al quale augura l’intervento di Dio per porre fine alla sua esistenza.

 

 

Dallo scritto scellerato di questo personaggio di questo personaggio hanno preso le distanze anche gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Sacile che hanno condannato il gesto e definito Gianfranco Riti uno “smidollato già espulso dal M5S di Montefiascone”.

La notizia, come detto, ha fatto il giro di tutta Italia e soprattutto a Montefiascone dove l’uomo vive e lavora. Silenzio da parte della Lega cittadina e da parte di Fratelli d’Italia che non hanno condannato un gesto che invece, il leader nazionale della Lega, Matteo Salvini ha stigmatizzato da subito.

 

Il “killer” di Montefiascone, artigiano ceramista, Gianfranco Viti

 

Silenzio anche da parte di tutti quei personaggi in cerca di visibilità che, nei giorni scorsi, chiedevano a gran voce le dimissioni del vice sindaco leghista  di Viterbo, Enrico Maria Contardo, che aveva mandato a quel paese sui social il presidente del consiglio Giuseppe Conte e i suoi ministri.

Del resto è un classico. Se a mandarti a quel paese è Beppe Grillo è un “vaffa” ironico. Vediamo come reagiranno questi signori adesso, difronte a queste riluttanti e riprovevoli parole. Anche gli esponenti del locale Movimento  Stelle, in genere molto attivi, in questa circostanza sembrano essere impegnati e non hanno tempo per prendere le distanze da questo ignobile soggetto.

 

 

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