Regione Lazio – 15 milioni andati in fumo con Ecotech ma anche sulla qualità degli altri dispositivi dubbi sulle certificazioni

Se il capo della Protezione Civile, Carmelo Tulumello resterà al suo posto (ancora per poco) farà bene a verificare la qualità dei prodotti da distribuire negli ospedali e bloccare eventualmente il saldo. Allo stato attuale il danno materiale supera i 50milioni di euro. Dopo la revoca alla Eco.Tech. dubbi su altre forniture

ROMA – Nei giorni scorsi abbiamo raccontato un altro aspetto della vicenda mascherine che poteva nascondere una nuova insidia per Tulumello. Dai pochi documenti in nostro possesso la nostra intuizione non sembra campata in aria. Abbiamo esaminato le certificazioni fornite dalla Eco.Tech (ormai fuori dai giochi), Wisdom Glory Holdings LTD e dalla Worldwide Luxury Corner e subito sono emerse lacune.

Andiamo con ordine. I certificati di attestazione della conformità sono emessi ai sensi del Regolamento UE 425/2016 e, grazie alle direttive di Accredia (l’Ente italiano di accreditamento) e dell’ESF (European Safety Federation), si possono riconoscere i certificati validi da quelli falsi.

Il China National Accreditation Service (CNAS) ha pubblicato un elenco di laboratori accreditati per il test di maschere (protettive e mediche) sul suo sito Web. 

 

Laboratories Accredited by CNAS for Testing of Masks

 

Con una nota: i laboratori accreditati cinesi non sono organismi notificati per la protezione delle vie respiratorie e quindi non possono rilasciare certificati di esame UE.

Possono soltanto eseguire i test per i quali sono accreditati ma che, nella maggior parte dei casi, sono conformi soltanto agli standard cinesi, non alle norme EN.

Veniamo ora al dettaglio delle certificazioni fornite da tre fornitori di mascherine selezionati dall’Agenzia della Protezione Civile della Regione Lazio.

La Eco.Teh aveva fornito una corposa documentazione di 19 pagine nella speranza, magari, di far credere che più pezzi di carta presentati potevano assegnare un maggior valore al suo prodotto.

La pagina che consideriamo più importante è la numero 3, quella riguardante la conformità CE. Si può facilmente notare come la suddetta certificazione non è rilasciata da nessun ente accreditato, ma è la stessa società produttrice, la “Wuhan Raytex Protection co., LTD” ad emettere la “EC Declaration of Conformity”, praticamente certificando se stessa.

Nel modulo, infatti, si evince che la certificazione si riferisce ai prodotti fabbricati (manufacturer) da “Wuhan Raytex Protection co., LTD” e la firma che certifica la conformità CE è della stessa società, con tanto di timbro tondo e datato settembre 2015.

Non va meglio se si passa all’esame della prima pagina della documentazione fornita dalla Eco.Tech. La MHRA, sita al 151 Buckingham Palace Road, London, rilascia una registrazione di dispositivi medici generali sul mercato, specificando, però, che la registrazione è stata “registrata in base alla tua dichiarazione che ha stabilito che i/il dispositivo / i rientrano nella definizione di ‘dispositivo medico’ e che sono stati classificati come cadenti ai sensi del regolamento 19, tenendo conto degli scopi previsti e delle modalità di azione. Nell’accettare la tua registrazione, dovrei chiarire che l’autorità competente non esamina non approva necessariamente queste determinazioni. Nemmeno questa lettera rappresenta qualsiasi forma di accreditamento, certificazione o approvazione da parte dell’autorità competente del Regno Unito”. La data? 10 maggio 2016.

Carmelo Tulumello versione “pizzardone”

Completa il capolavoro Eco.Tech la terza certificazione, rilasciata da un laboratorio privato americano, non abilitato a rilasciare certificazioni CE ma, eventualmente, soltanto FDA. Dopo settimane di denunce da parte del nostro giornale, finalmente la revoca.

Dubbi anche sulla Wisdom Glory Holdings LTD che avrebbe già consegnato 2 milioni di mascherine FFP e incassato subito l’acconto del 50%. La speranza è di essere smentiti, visto che le mascherine sono già nel magazzino della Protezione Civile ed il personale sanitario ne ha un urgente bisogno.

Prima di effettuare il saldo la regione effettui le opportune verifiche e poi, se tutto risulta a norma, può anche pagare il dovuto.

Dalla documentazione in nostro possesso, infatti, risulta che la certificazione CE sia stata rilasciata dalla Sungo. Con parecchi punti controversi. Tanto per cominciare il documento risulta sbianchettato nello spazio riguardante il produttore. Più grave, però, il fatto che lo stesso documento risulta tagliato nella parte in basso a destra, dove c’è il timbro della Sungo. Nella parte inferiore si dovrebbe leggere il numero del “Report” ma è proprio lì che il timbro subisce un taglio netto e il numero sparisce. Sul sito della Sungo, poi, c’è la possibilità di effettuare verifiche sulla veridicità dei documenti ma, in mancanza del numero, la verifica non può essere effettuata. Ultima, ma non in ordine di importanza, considerazione da fare: il China National Accreditation Service for Conformity Assessment (CNAS), l’organismo nazionale di accreditamento della Cina unitariamente responsabile dell’accreditamento degli organismi di certificazione, dei laboratori e degli organismi di ispezione, istituito con l’approvazione della certificazione e dell’amministrazione di accreditamento di Repubblica Popolare Cinese, ha diffuso un elenco di enti o laboratori autorizzati (sono 45) alle certificazioni CE. La Sungo non c’è.

 

sungo_notice

 

In ultimo, due parole sulla società di vendita all’ingrosso di profumi e cosmetici, la Worldwide Luxury Corner. Quest’ultima impresa, che come sappiamo, non ha presentato i bilanci degli ultimi tre anni e, sembrerebbe, non aver mai emesso alcun tipo di fattura, neanche per una maschera di bellezza nel recente passato, avrebbe consegnato una parte della fornitura. Le certificazioni le ha consegnate? Anche in questo caso si spera che il buon Tulumello verifichi con attenzione tutta la documentazione prima di versare altri 2 milioni alla piccola società di Ostia. Già perché la titolare, Patrizia Colbertaldo, ha allegato delle foto scaricate da internet ed usate nei siti di vendita online come Amazon, Alibaba o SuperStock. Fotografie senza una sola scheda tecnica allegata e a prima vista, molto simili a quelli che si trovano in giro al costo variabile tra i 10 e i 40 centesimi l’una.

Adesso, revocata la tiplice commessa alla Eco Tech c’è da affrontare la società che ha rilasciato polizze fideiussurie palesemente farlocche e ingenuamente sottoscritte di Carmelo Tulumello. L’ente Regione Lazio, parte offesa, se non vedrà restituita la somma dovrà costituirsi parte civile con tutti gli artefici di questa “porcata” amministrativa. Responsabili in solido sono molti, dagli esponenti politici Nicola Zingaretti e Daniele Leodori a quelli amministrativi che hanno apposto, con troppa superficialità, le firme su tutti gli atti prodotti fino a questo momento.

 

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