Imprenditrice agricola “scrive” alla ministra Bellanova: “Anche io verso lacrime, ma in totale solitudine”

Lei è Giannina Manfellotto, titolare, insieme alla sua famiglia dell’azienda agricola Terra Viva, quarantacinque ettari di terreno in provincia di Napoli, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, Un periodo nero, per loro e per i tanti agricoltori alle prese con lockdown, blocco delle esportazioni e pagamenti irrisori di prodotti ortofrutticoli che costano fatica, lacrime e nessuna soddisfazione economica. Ma la passione, quella tramandata da sette generazioni, non può essere messa in cantina, ecco perché Giannina grida su facebook la sua indignazione dopo avere assistito alle lacrime della ministra all’agricoltura, Teresa Bellanova, nell’annunciare la lotta al contrasto del  caporalato ( legge esistente dal 2016 e approvata all’epoca da tutte le forze politiche)  attraverso l’approvazione della norma sulla regolarizzazione dei migranti.

Lo fa attraverso un post che il wine, food, blog Luciano Pignataro ha rilanciato perché: “conosciamo bene i sacrifici che questa famiglia fa in un territorio difficile”.

Questo il testo di Giannina:

Lo Stato è più forte del caporalato! Da oggi gli invisibili saranno meno visibili… E le lacrime scesero sul suo volto.
Una scenetta che ha emozionato milioni di italiani, ma non quelli come me (contadina da generazioni) e non perché abbia un cuore duro.
Anche io piango, ma in completa solitudine per assaporare meglio il sapore delle lacrime, in solitudine per riuscire a leggermi dentro cercando risposte del come affrontare il mio futuro incerto.
Noi agricoltori, siamo solo vittime di questo sistema e non la causa!
Ecco “la causa”, quella che lei avrebbe il diritto e il dovere di debellare. È inconcepibile per noi lavorare in condizioni disumane, si ha capito bene disumane!
Perché sa, quando i nostri meravigliosi prodotti, quelli che per renderli tali abbiamo messo anima, passione e sudore, arrivano sul mercato a 0,10 cent.,abbiamo fino a nove passaggi di filiera e se si rapporta il prezzo della materia prima al prezzo di vendita al consumatore, emerge un ricarico del 4000%.
Allora si che versiamo lacrime, ma sono lacrime vere perché consapevoli che ci restano poche alternative: estirpare le piantagioni, lasciar cadere i frutti oppure continuare ad essere sottopagati! Certo cara Ministra sottopagati! Perché anche noi siamo sottopagati, la nostra giornata lavorativa non la consideriamo quasi mai per illuderci che abbiamo guadagnato qualcosa in più!
Grazie Ministra, grazie a lei anche il caporale avrà un regolare permesso di soggiorno, colui che è tutto ma nel 70% dei casi non è mai un italiano!
Noi continueremo a piangere da invisibili ma con la dignità che ci contraddistingue.
Cordialità.

B.F.

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