22 Luglio 2026

Unitus – Batteriosi del Kiwi, studio scientifico su come contrastarle

  Viterbo - I professori Giorgio Mariano Balestra ed Angelo Mazzaglia dell'Università della Tuscia, insieme a colleghi portoghesi, hanno pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Frontiers in Plant Science uno studio che mette in luce i meccanismi alla base della tolleranza a Pseudomonas syringae. La batteriosi del kiwi, è una malattia causata al batterio…
27 Luglio 2020

 

Viterbo – I professori Giorgio Mariano Balestra ed Angelo Mazzaglia dell’Università della Tuscia, insieme a colleghi portoghesi, hanno pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Frontiers in Plant Science uno studio che mette in luce i meccanismi alla base della tolleranza a Pseudomonas syringae. La batteriosi del kiwi, è una malattia causata al batterio Pseudomonas syringae pv actinidiae (Psa) che dal 2008 sta causando danni per centinaia di milioni di euro in Italia (leader mondiale nella produzione ed esportazione dei frutti di kiwi) ed in tutte le altre aree del mondo dove si producono questi frutti, ed il gruppo di ricerca di patologia vegetale dell’Università della Tuscia, è particolarmente attivo su questa tematica. Le ricadute pratiche di questa ricerca sono molteplici ed importanti.

Individuare selezioni tolleranti a Psa nel germoplasma di Actinidia è di estrema importanza per sviluppare cultivar di kiwi in grado di resistere al batterio e quindi di essere coltivate su una superficie che, a livello nazionale oggi è di circa 25.000 ettari, ed in continua espansione. Per dare un’idea del danno economico diretto di Psa in Italia, nel 2015, la produzione commercializzabile di frutti di kiwi a polpa verde era di 560.000 tonnellate e di 14.600 per i frutti di kiwi a polpa gialla; nel 2019 è stata complessivamente meno di 320.000 tonnellate. Parliamo quindi di perdite per decine di milioni di euro e quindi, questi risultati della ricerca pubblica sono di particolare aiuto per sviluppare nuove cultivar e migliorare i redditi dei produttori. La ricerca ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali nelle risposte di resistenza a Psa e ad un altro batterio, Pseudomonas syringae pv. actinidifoliorum (Pfm) anch’esso dannoso su piante di Actinidia studiando le risposte metaboliche e molecolari a Psa e Pfm. Alla fine dello studio, le piante di A. chinensis inoculate artificialmente con Psa presentavano la popolazione batterica più alta, mentre nelle piante di A. arguta inoculato con Psa e Pfm, c’erano meno batteri e meno sintomi. Per gli aspetti molecolari, dopo l’inoculazione artificiale con i batteri, i geni coinvolti nelle risposte di difesa ai patogeni si sono attivati nelle piante di A. arguta risultando quindi più tolleranti alle infezioni da Psa e Pfm rispetto alle piante di A. chinensis.

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