Regione Lazio – Ennesimo stop per l’appalto Elisoccorso Ares 118. D’Amato, nonostante il Covid, ha sempre fretta nello spendere soldi (65milioni)

Difetti giurisdizionali, carenze di basi, indicazioni sommarie, dirigenti fuori ruolo, l’importante e far aggiudicare l’ennesima gara multimilionaria al più presto

ROMA – Quando ci sono di mezzo i soldi, tanti soldi, qualcosa nella Regione Lazio, specialmente quando si tratta di sanità, si inceppa.

Il 23 novembre scorso alle ore 16 scadevano i termini di presentazione delle offerte da parte delle aziende interessate all’appalto per l’Elisoccorso 118.

Il Tar del Lazio, il giorno della scadenza, trascorse le 16, ha pubblicato un Decreto Presidenziale di differimento della data accogliendo il ricorso di una delle aziende contendenti e invitato la Regione Lazio a provvedere senza indugio.

 

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Nel Bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2020, la Regione Lazio aveva indetto la “Gara comunitaria a procedura aperta, ai sensi dell’art. 60 del d.lgs. n. 50/2016 e s.m.i., per l’affidamento del servizio medico di emergenza in elicottero per ARES 118”, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo.

Parliamo di un appalto da 65milioni e rotti di euro da pagare in cinque anni. Gli elicotteri gialli che salvano la vita alle persone costano e lavorano più del dovuto ma, in Italia, ad avere il dominio assoluto dei cieli è una società londinese.

Società che, come leggerete più avanti, pur di vincere utilizza qualsiasi sistema tanto da incappare anche in una maxi multa da parte dell’AGCM.

 

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Abbiamo infatti già trattato questo argomento qualche settimana fa e del fatto che la Regione Lazio, “offriva” come fossero nella sua disponibilità, hangar e basi di atterraggio, che in realtà sono in possesso o addirittura private, ad altre aziende in servizio attivo. Per non parlare dell’hangar di Roma Urbe che solo vederlo in quelle condizioni grida vendetta.

Per questo e per tanti altri motivi due società hanno presentato ricorso al Tar Lazio per chiederne l’ennesimo annullamento o il differimento della data di scadenza visto che, dalla pubblicazione all’aggiudicazione, sarebbero trascorsi appena 40 giorni.

Un bando europeo così imponente e articolato è impossibile da preparare in meno di sei settimane, anche alla luce dell’attuale emergenza Covid-19 che impone un oramai generalizzato ricorso allo “smart working” che di fatto impedisce i necessari rapporti interpersonali che, come è evidente, sono indispensabili sia in campo aeronautico che sanitario d’emergenza.

La prima società a promuovere ricorso è stata Elitaliana, la più antica società di elicotteri presente in Italia.

Il 18 novembre, la Terza Sezione del Tar Lazio riunito in Camera di Consiglio (telematica), si riservava ogni decisione che sarà assunta con sentenza breve “in corso di deposito”… respingendo la domanda di misure cautelari urgenti.

 

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La seconda società ad agire presso il Tribunale Amministrativo Regionale è stata Elilombarda.

Il 23 novembre con Decreto monocratico depositato alle ore 19, la Terza Sezione Quater del TAR Lazio, accoglieva e “per l’effetto differisce il termine per la presentazione delle offerte”.

Stesso Palazzo, stesso argomento, stesse motivazioni, due sezioni di giudizio con giudici diversi e provvedimenti diametralmente opposti.

Dunque il 24 mattina, data prevista l’apertura delle buste, doveva essere sospesa come indicato dal giudice.

Gli uffici regionali, il responsabile del procedimento e dirigenti vari, in aperta violazione di legge, hanno dato via alle procedure aprendo le buste e facendo emergere i nomi e il numero di partecipanti (Elitaliana, Elifriulia e Babcock).

La violazione del «principio di pubblicità» da parte della “Centrale Acquisti” della Regione Lazio nella fase di apertura delle buste è talmente evidente tanto che, appena qualcuno si è accorto del Decreto Presidenziale del TAR Lazio, ha fatto sospendere le operazioni in corso ma la frittata era stata fatta.

 

Determina sospensione

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Non solo questo ma anche altri quesiti imbarazzano il Palazzo: perché l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, per preparare questi bandi di gara utilizza dirigenti che per sentenza del Consiglio di Stato sono stati dichiarati decaduti?

Differire la data sapendo chi sono i partecipanti e soprattutto dopo che l’Antitrust su due dei tre partecipanti ne ha sanzionato il “comportamento anticoncorrenziale” avendo dato vita ad un “Cartello tra imprese”, irrogando complessivamente sanzioni per oltre 50 milioni di euro non suona molto strano?

Perché si è voluto procedere ugualmente all’apertura delle buste delle offerte nonostante il fermo ordinato dal Giudice Amministrativo? Ovviamente si sono sbrigati a far sapere che ormai le operazioni erano iniziate, il solito giochetto per “fermare” i togati e non farli indagare nei loro giochetti.

 

 

Ma ancora più strano e quantomeno “singolare”, si scopre che uno dei concorrenti (Babcock) vede imputati due propri alti funzionari davanti il Tribunale Penale di Catanzaro, unitamente a due Dirigenti regionali di vertice dell’Assessorato alla Sanità calabrese, per aver perpretrato una “turbativa degli incanti”.

Reato per il quale, il Procuratore Capo di Catanzaro dott. Nicola Gratteri, aveva ottenuto la misura dell’arresto per i quattro complici, lungamente intercettati e filmati in numerosi incontri “segreti” dalla GdF. Queste riunioni clandestine avevano per scopo la “costruzione su misura” del nuovo appalto per il servizio di elisoccorso regionale in Calabria.

Misteri sui quali anche la Procura di Roma dovrebbe indagare un pochettino più a fondo visto che comunque di carte, sulla scrivania di qualche procuratore, ci sono già da diversi mesi.

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