Civitavecchia – Csp con la Finanziaria nel baratro: perdite 2019 da ripianare subito

La Legge di Bilancio conferma quanto da subito sostenuto dall’ex assessore Grasso: il rinvio per i danni del Covid è possibile solo per il 2020

CIVITAVECCHIA – Nuovo schiaffo al sindaco Tedesco sulla linea che sta tenendo in merito al salvataggio di Csp, da quando ha escluso dalla Giunta e dalla maggioranza l’ex vice sindaco e assessore alle Partecipate Massimiliano Grasso.

La legge di bilancio approvata lo scorso 30 dicembre chiarisce definitivamente la situazione di Csp, per quanto riguarda la necessità di ripianare le perdite e ricapitalizzare la società. Tedesco in assemblea dei soci aveva presentato un parere richiesto ad un notaio per capire se si potesse soprassedere ancora rispetto al conferimento di immobili, automezzi e soldi deliberato dal Consiglio Comunale.

L’ex assessore Grasso aveva subito espresso molti dubbi circa l’applicabilità del parere al caso di Csp, aggiungendo: “Al di là del parere, ripianare le perdite e ricapitalizzare l’azienda è necessario, se la si vuole salvare. E soprattutto è l’indirizzo deliberato dal Consiglio Comunale. Non capisco perché il Sindaco voglia prendere tempo e rischi, per la società e per se stesso”.

Ora, la Legge di Bilancio ha espressamente previsto quanto più volte sostenuto già da tempo da Grasso. Il comma 266, sostituendo l’articolo 6 del decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020), richiamato nel parere notarile, dispone che “per le perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020 non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale”.

Dunque la norma “Covid” vale solo per le perdite del 2020, mentre Csp ha gia approvato il bilancio del 2019, con una perdita di circa 2,3 milioni di euro che ha ridotto in negativo il patrimonio netto dell’azienda.

Quindi, come dichiarato più volte da Grasso «se si vuole salvare Csp non ha senso posticipare l’assemblea con il notaio, chiedere pareri peraltro inapplicabili al caso concreto e perdere altro tempo, allargando ulteriormente la perdita. Perché al momento di ricostituire il capitale, non ci saranno solo gli oltre 2 milioni del 2019, ma anche la perdita dell’esercizio corrente. A giugno ci confrontammo con il notaio per applicare in quel senso la norma anti covid, cristallizzando la perdita ulteriore all’8 aprile 2020 e impegnandoci a fissare l’assemblea entro fine settembre».

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