Civitavecchia – Processo falsi tamponi, prima della sentenza, riconosciuta al Comune la costituzione di parte civile

Domenico D’Alterio condannato a 2 anni e 6 mesi, la compagna Maria Iodice a 2 anni

CIVITAVECCHIA – Il Comune di Civitavecchia si è costituito parte civile nel processo per la vicenda dei “tamponi falsi”, che ha visto oggi la sentenza di condanna per i due imputati.

Nell’occasione vi è stato il riconoscimento del danno sia per Asl Roma 4 (5mila euro) che per il Comune stesso, con spese legali liquidate in favore dei due enti.

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Come i lettori ricorderanno, su richiesta della Procura della Repubblica di Civitavecchia, il Gip aveva ordinato l’arresto nei confronti di Domenico D’Alterio (50enne) e della sua compagna Maria Iodice (35enne), entrambi residenti a Civitavecchia ma originari del napoletano, per i  reati di peculato (art.314 c.p.), esercizio abusivo della professione medica (art. 348 c.p.) e falsità materiale (artt. 477 e 482 c.p.).

Questa mattina la sentenza di condanna per il processo “lampo” visto che la difesa (avvocato Matteo Mormino) ha optato per il rito abbreviato riducendo così l’entità della pena. Il Tribunale di Civitavecchia, per mano del giudice dottor Francesco Filocamo, ha inflitto due anni e sei mesi di reclusione a Domenico D’Alterio e due anni alla compagna Maria Iodice.

Il commento del Sindaco Ernesto Tedesco: “Avevamo detto nell’imminenza della notizia di questa inchiesta, che ha raggiunto le cronache nazionali, che avremmo difeso l’immagine della città.

Abbiamo dato seguito a quell’impegno, senza alcun intento giustizialista e tenendo a mente la gravità degli episodi contestati, e nella convinzione che la giustizia dovesse fare il suo corso.

Ringrazio in tal senso la magistratura, che ha portato ad un veloce esito del processo con un lavoro rapido e circostanziato”.

 

 

 

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