Vaccini, l’obiettivo è non sprecare le dosi. L’esempio Lazio: “Saltati il 2% degli appuntamenti, ma c’è la lista di riserva”

vaccini contro il Covid continuano ad arrivare a ritmi più bassi rispetto a quelli auspicati, ma con il proseguire delle vaccinazioni aumenta anche il rischio di sprecare le dosi a disposizione. L’avvertimento arriva da Israele, il Paese che ad oggi ha effettuato più vaccinazioni in rapporto alla popolazione: man mano che la campagna viene estesa a fasce più ampie della popolazione, circa l’8-10% delle persone che hanno prenotato una dose poi non si presenta all’appuntamento. La stampa americana scrive che la stessa proporzione è stata riscontrata anche a Los Angeles, dove da giorni centinaia di giovani si mettono in coda fuori dai centri vaccinali per ricevere quel 10% di dosi che altrimenti andrebbero buttate. Una volta scongelate e diluite, infatti, le dosi di Pfizer e Moderna hanno una “vita” di 6 ore: poi finiscono tra i rifiuti speciali. In Italia, la Regione Lazio ha messo a punto un sistema di chiamata last minute, proprio per evitare gli sprechi: da lunedì, quando è partita la vaccinazione degli over 80, ogni giorno alle 18 le dosi non inoculate vengono affidate alle Uscar, che procedono con le somministrazioni a domicilio agli ultra 80enni non autosufficienti.

Il sistema del Lazio, spiega a ilfattoquotidiano.it l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, si basa proprio sui consigli arrivati da Israele: “Abbiamo parlato in videoconferenza con i responsabili della campagna di vaccinazione israeliana, che ci hanno fatto presente il problema di chi non si presenta agli appuntamenti e i conseguenti sprechi”. Il protocollo della Regione è stato denominato “panchina“, perché viene creata dalle Asl una vera e propria lista di riserva, pronta a essere utilizzata in serata, quando diventa chiaro il numero di dosi che altrimenti andrebbe sprecato. Per il momento di questa lista fanno parte i circa 10mila over 80 che per varie ragioni dovrebbero comunque ricevere il vaccino a domicilio. Per loro è già stato fissato un appuntamento, ma grazie al sistema della “panchina” potrebbe beneficiare della somministrazione anche in anticipo.

Per ora, su 3600 appuntamenti al giorno, “abbiamo avuto il 2% di no-show, c’è grande adesione”, spiega D’Amato. Si parla comunque di circa 70 persone al giorno che non si sono presentate e di altrettante dosi che senza il metodo della “panchina” sarebbero finite nel cestino. Questo sistema, che in parte si rifà all’overbooking usato dalle compagnie aree, dovrà poi essere esteso anche alle prossime categorie che riceveranno il vaccino, con nuove liste elaborate dalle Asl. “Ovviamente si vaccinano le persone previste dal piano vaccinale”, specifica l’assessore. Un’altra opzione sarebbe quella di somministrare le dosi avanzate ai parenti che accompagnano gli over 80, ma D’Amato sottolinea che con il metodo israeliano si punta proprio a creare un’alternativa, per evitare queste situazioni.

Ran Balicer, il presidente del team nazionale di esperti che sta assistendo il governo israeliano nella gestione della pandemia, in un suo blog del 5 febbraio scorso ha spiegato che se la distribuzione dei vaccini deve essere “strettamente organizzata”, nel momento della somministrazione deve esserci “flessibilità“, per evitare gli sprechi. “Quindi se abbiamo dosi rimanenti, iniettiamo chiunque si trovi vicino alla clinica e inviamo messaggi esortando le persone a partecipare indipendentemente dalla fascia di età”, scrive Balicer. Con questo approccio, a suo dire, in Israele “vengono buttate non più dello 0,01% delle dosi“.

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