Frosinone – Alessio Porcu elogia le virtù del (suo) vino e della sua libera, ma annacquata, professione

FROSINONE – Questa mattina, come del resto tutti i giorni, abbiamo dato una letta al sito di Alessio Porcu. Ha sempre qualche notizia interessante, del resto con dieci collaboratori a libro paga (dice lui) non potrebbe essere altrimenti.

Ci ha molto colpito il suo sfogo, lungo, lunghissimo, un pippone in gergo giornalistico. Titolava: “Non possiamo permetterci un Rolex… Purtroppo“.

In questa lunga autocelebrazione dell’ego del Porcu (ferito), ha disquisito sulle sue indubbie qualità professionali. Le vicende e gli articoli che lo hanno riguardato devono averlo scosso.

Talmente scosso che finalmente ammette di essere imparziale. Indipendente ma schierato con una parte (sappiamo tutti quale), quella ricca per lo più composta da lobby e potentati politici.

Poi confessa un’altra grande passione, quella celebrata in modo ufficiale dalla sinistra alcolica degli anni 80: il vino. Poco costoso (dice).

Si dilunga sulle sue frequentazioni, fatte da uomini e donne che spaziano dall’ordine costituito a quelli d’onore (sempre invecchiati ovviamente).

Poi, come monito, istruisce chi ancora ignora, su come si raccoglie la pubblicità in modo limpido ed efficace.

Ovviamente faceva riferimento alla pubblicità istituzionale. Quella della Regione Lazio, della Provincia, dei Comuni e delle Asl. Non parla e fa bene della pubblicità raccolta da privati (fatti suoi).

Però tra quelle righe scritte di getto, un misto di rabbia, minacce e vendette qualcosa ci sfugge. Ci sfugge, ad esempio, a che titolo debba “incontrare già domani il Procuratore della Repubblica di Cassino ed il prefetto di Frosinone, per le parti di rispettiva competenza. Questo al fine di anticipargli, per cortesia istituzionale, la serie di elementi anomali dei quali siamo venuti a conoscenza in questi giorni, prima di consegnare alla Polizia Giudiziaria la relativa documentazione”.

Che significa cortesia istituzionale? Abbiamo trovato qualcosa ma di concreto solo questo concetto:

Della “cortesia istituzionale” è difficile invece trovare una definizione condivisa. È possibile dire che non è altro che il comportamento improntato a discrezione, delicatezza, diplomazia, con la quale l’amministrazione si apre ai cittadini e si rapporta con loro, consentendo a questi di interloquire facilmente senza frapporre vincoli e ostacoli.

Forse lavora per qualche ente pubblico e quindi decide di rivolgersi alla massima espressione dello Stato nella città di Frosinone, cioè il Prefetto e quello della giustizia quindi il Procuratore Capo (o forse quello di Cassino visto che pubblica la sua foto)?

Per quanto riguarda il Prefetto Ignazio Portelli non sappiamo se avrà il tempo di riceverlo per queste beghe cittadine o se magari intende arrotondare il tempo parlando di vini, ma certo appare strano questo suo annuncio e scomodo, molto scomodo per chi deve ascoltarlo.

Ancora più inquietante è l’altro. Andrà dal capo della Procura di Cassino, Luciano D’Emmanuele (del quale pubblica la foto) o da quello di Frosinone. A che titolo il Procuratore dovrebbe riceverlo? Per ascoltare i suoi sfoghi e per poi assegnare il fascicolo ad un suo sostituto? Dopo il caso Palamara difficilmente un Procuratore può prestarsi a dare consigli su quali azioni adottare e come intraprenderle.

Se l’intento era quello di spaventare qualcuno, ad iniziare da noi, ha sbagliato metodo. Questo metodo di “avvisare” minacciando ritorsioni forse funziona dalle sue parti non dalle nostre.

Anzi, questa sua uscita ci spinge ad approfondire tutti quei documenti e messaggi che, in numero considerevole e quotidianamente, ci arrivano attraverso ogni mezzo.

Alla fine siamo convinti che tutto potrà concludersi davanti ad un buon calice di vino della sua “famosa” collezione. Faremo un brindisi alla rumena: NOROC…

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