‘Nduja di Spilinga e Parmigiano Reggiano nei nuovi panini di Burger King

L’ insaccato spalmabile vanta un’antica tradizione, festeggiata ogni 8 agosto con una sagra

Arriva il nuovo panino Burger King 2021 anzi ne arrivano due.  Il primo si chiama The Parmigiano Reggiano Burger mentre il secondo The ’Nduja Burger e per realizzarli la catena sta accelerando l’approvvigionamento delle materie prime. Si stima, infatti, che se ne useranno circa 479 tonnellate: 312 di carne, 22,6 di Parmigiano Reggiano Dop e 15,5 di scamorza. E ancora 10 tonnellate di ‘Nduja di Spilinga, 17 tra valeriana e rucola , 72 di cipolle e 130 di pane. Ma come saranno i due nuovi hamburger?

Il panino “The Parmigiano Reggiano Burger” sarà come si evince dal nome a base di Parmigiano Reggiano Dop. Avrà una nuova brioche bun, conterrà maionese gourmet, cipolle fritte fresche, rucola, fiocchi di Parmigiano e carne gourmet.
Il nuovo panino ” The ’Nduja Burger” sarà di brioche bun e conterrà ‘Nduja Bbq. Inoltre maionese, tre fettine di bacon, cipolle fritte fresche, 2 fettine di scamorza, fiocchi di Parmigiano e la nuova carne gourmet.

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, è felice della scelta di Burger King. Questo perché con il nuovo panino si dimostrerà ancora di più la poliedricità del Parmigiano che non è usato solo per i primi piatti. Esso si usa anche per dare un tocco in più alle verdure, al pesce e ora anche al panino Burger King.
È lieto del nuovo panino anche Franco Barbalace, assessore del Comune di Spilinga. “Grazie a questa nuova promozione, la ‘Nduja, prodotto Made in Italy dal gusto piccante e dal sapore forte sarà ancora più conosciuta ed apprezzata”. Al momento sia il comune che i produttori stanno attendendo il riconoscimento del marchio Igp mentre il prodotto è in crescita costante verso l’estero, ma vediamo di conoscere meglio il famoso insaccato “spalmabile” calabrese.

 

Cos’è la ‘Nduja

Si presenta come un grosso insaccato che una volta tagliato ha consistenza morbida e colore rosso vivo. Il nome ‘nduja probabilmente deriva dal francese andouille, una salsiccia a base di frattaglie di maiale. Tutti questi termini traggono origine dal latino “inductilia” (“cose pronte per essere introdotte”, da “inducere”).

Come da tradizione calabrese, la ‘nduja viene prodotta solitamente durante i mesi invernali con le parti più grasse della carne di maiale, quali il guanciale, la pancetta ed il lardello, che vengono tritate e poi impastate insieme ad un abbondante quantitativo di peperoncino piccante calabrese, che, oltre a dare alla carne un colore rosso ben definito, ne permette una lunga conservazione; le proprietà antisettiche del peperoncino, infatti, fanno sì che la ‘nduja non abbia bisogno di alcun conservante, rendendolo così un prodotto al 100% naturale e genuino. Al peperoncino si devono inoltre gran parte delle proprietà nutritive e benefiche della ‘nduja, che può diventare un valido alleato dell’apparato digerente e circolatorio.

Una volta che l’impasto assume una consistenza sufficientemente omogenea e cremosa, viene insaccato nel budello naturale del maiale per poi venir sottoposto ad una leggera affumicatura con erbe aromatiche. Infine si lascia stagionare in modo del tutto naturale per un minimo di tre mesi, fino ad un massimo di sei. La ‘nduja viene poi messa in commercio come un classico insaccato sottovuoto o in pratici vasetti di vetro, che ne mantengono inalterato il sapore ed il gusto, anche per lunghi periodi.

Sembra che la ‘nduja sia stata importata in Calabria da Gioacchino Murat, re di Napoli durante il periodo napoleonico. La fece distribuire alla popolazione per ottenere consensi e, una volta conosciuta, i calabresi la reinterpretarono aggiungendo un’impronta personale: carne di maiale e abbondante peperoncino facendola diventare così prodotto iconico di questa regione. Alcune fonti attestano che la parola ‘nduja derivi dalla parola francese andouille, un termine generico che in epoca medievale serviva per indicare tutti i prodotti ricavati dal quinto quarto degli animali (le interiora e le parti meno nobili).

La ‘nduja di Spilinga

La ‘nduja originale calabrese è prodotta nel territorio di Vibo Valentia, prevalentemente nella zona di Spilinga, un territorio che vive di agricoltura, allevamento e pastorizia. Questo piccolo comune è conosciuto come “Città della ‘nduja” perché ha saputo tramandarla come specialità artigianale. L’8 agosto di ogni anno si tiene la “Sagra della ‘Nduja”, una delle più antiche e affollatissime dove la protagonista è, ovviamente, la celebre ‘nduja di Spilinga..

Come si produce la ‘nduja

Gli ingredienti della ‘nduja sono semplici tagli di maiale come il guanciale, la pancetta e il lardello, ricavati dalla spalla, dalla coscia, dalla testa e dalla sottopancia. Vengono finemente tritati insieme ad abbondanti dosi di peperoncino rosso calabrese essiccato e fresco, impastati ed amalgamati fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso senza aggiunta di coloranti o conservanti.

È proprio il peperoncino che dà alla carne un colore rosso vivo e che ne permette la lunga conservazione. Una volta pronto, il mix viene insaccato in un budello naturale.

L’ingrediente segreto della ‘nduja? Nella ‘nduja più pregiata viene usato il peperoncino “tre pizzi” coltivato presso la zona del Monte Poro, mentre in quella industriale si usa peperoncino d’importazione, e la differenza si sente sul palato.

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